<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-3471232792041322602</id><updated>2012-01-08T08:39:51.145+01:00</updated><category term='Storia'/><category term='Per esempio'/><category term='Proposte'/><category term='Opinioni a riguardo'/><title type='text'>Il giornale che vorremmo</title><subtitle type='html'>Crediamo che Monza abbia bisogno di una rivista di approfondimento e di confronto. Tu che ne pensi?</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://ilgiornalechevorrei.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3471232792041322602/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilgiornalechevorrei.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>larivistachevorrei</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03243808208251126601</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>41</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3471232792041322602.post-7021117544105090799</id><published>2008-04-23T16:13:00.002+02:00</published><updated>2008-04-23T16:15:39.436+02:00</updated><title type='text'>Un indirizzo per la rivista.</title><content type='html'>La rivista, le discussioni e quant'altro hanno un nuovo indirizzo:&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.vorrei.org/"&gt;www.vorrei.org&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;per contatti: larivistachevorrei at gmail.com&lt;br /&gt;ti aspetto&lt;br /&gt;&lt;span id="fullpost"&gt;&lt;br /&gt;Type rest of the post here&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3471232792041322602-7021117544105090799?l=ilgiornalechevorrei.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilgiornalechevorrei.blogspot.com/feeds/7021117544105090799/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3471232792041322602&amp;postID=7021117544105090799' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3471232792041322602/posts/default/7021117544105090799'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3471232792041322602/posts/default/7021117544105090799'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilgiornalechevorrei.blogspot.com/2008/04/un-indirizzo-per-la-rivista.html' title='Un indirizzo per la rivista.'/><author><name>larivistachevorrei</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03243808208251126601</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3471232792041322602.post-1974009364790199711</id><published>2008-03-05T10:24:00.004+01:00</published><updated>2008-03-05T10:48:24.363+01:00</updated><title type='text'>Il giornale che vorrei.</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;È nata l'associazione culturale "Vorrei"&lt;/span&gt;. Sarà lei  a pubblicare il nuovo giornale, saranno i suoi iscritti ad eleggere il comitato di redazione e il direttore. &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Tu conosci un altro giornale qui in giro dove il direttore viene eletto dai redattori?&lt;/span&gt; Anche questo è un modo per essere indipendenti e per provare a dare un senso nuovo ad una rivista. Stiamo già lavorando alla struttura e ai contenuti dei primi numeri, insomma l'avventura è cominciata. Proveremo a "inaugurare" per la fine di aprile. Continuiamo a fare le cose alla luce del sole: lo statuto è qui di seguito e siamo pronti ad accogliere suggerimenti e consigli. Fatti avanti!&lt;br /&gt;&lt;span id="fullpost"&gt;&lt;br /&gt;STATUTO ASSOCIAZIONE CULTURALE&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Art.1 – Denominazione e sede&lt;br /&gt;È costituita una associazione culturale denominata “Vorrei” con sede in xxxxxxxxxxx&lt;br /&gt;L’associazione è regolata dalla normativa vigente di cui agli artt. 36 e seguenti del Codice Civile e dalle ulteriori disposizioni dettate per le organizzazioni non lucrative di utilità sociale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Art.2 – Finalità e scopi&lt;br /&gt;L'associazione non ha fini di lucro.&lt;br /&gt;I soci sono tenuti all’accettazione delle norme del presente Statuto.&lt;br /&gt;L’associazione ha carattere laico, indipendente, autonomo e apartitico;&lt;br /&gt;essa si propone di:&lt;br /&gt;curare una pubblicazione (di qui in seguito “rivista”) il cui tema principale, ma non esclusivo, sia la cultura del territorio nelle sue varie forme ed accezioni;&lt;br /&gt;operare nei settori dell’informazione, del cinema, degli audiovisivi, del teatro, della musica, della danza, della scrittura, delle arti visive, della comunicazione attraverso attività editoriali, attività educative e formative;&lt;br /&gt;promuovere iniziative in tutti i campi in cui si manifestano esperienze culturali, ricreative e formative, di solidarietà sociale e in tutti quelli in cui si può intraprendere con coraggio una battaglia civile contro ogni forma di ignoranza, di intolleranza, di violenza, di censura, di ingiustizia, di discriminazione, di razzismo e di emarginazione, di difesa dei diritti dell’uomo;&lt;br /&gt;difendere e valorizzare il patrimonio artistico, culturale, paesaggistico, ambientale e per la qualità della vita;&lt;br /&gt;collaborare con organi legislativi, amministrazioni statali, enti locali, per il raggiungimento del miglior risultato;&lt;br /&gt;promuovere ed organizzare, anche in collaborazione con altri organismi di cui condivide gli scopi, incontri, dibattiti e manifestazioni, su temi attinenti al proprio scopo sociale.&lt;br /&gt;L'associazione intende perseguire le proprie finalità favorendo lo spirito di partecipazione e di collaborazione, con ironia, irriverenza e intelligenza, adoperando qualsiasi strumento a disposizione per la comunicazione, in special modo quelli che ne favoriscono l'innovazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Art. 3 – Risorse economiche&lt;br /&gt;Le risorse economiche dell’associazione sono costituite da:&lt;br /&gt;quote sociali e eventuali contributi volontari degli associati&lt;br /&gt;contributi di enti pubblici ed altre persone fisiche e giuridiche il cui operato e le cui finalità non siano palesemente contrari ai principi fondativi dell'associazione;&lt;br /&gt;eventuali erogazioni, donazioni e lasciti;&lt;br /&gt;eventuali entrate per servizi prestati dall'associazione nell’ambito delle attività istituzionali e di quelle connesse;&lt;br /&gt;ogni altra entrata che concorra ad incrementare l’attivo sociale nel rispetto della legislazione vigente e dei principi espressi in questo Statuto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Art. 4 – I soci&lt;br /&gt;Il numero degli associati è illimitato.&lt;br /&gt;L’associazione “Vorrei” è aperta a tutti coloro che, interessati alla realizzazione delle finalità sociali, ne condividano lo spirito e gli ideali e siano disposti a contribuire con la propria attività alla loro concreta realizzazione.&lt;br /&gt;I soci si distinguono nelle seguenti categorie:&lt;br /&gt;Soci fondatori: sono coloro che hanno costituito legalmente l’associazione e coloro che, per meriti particolari, siano cooptati dal Consiglio Direttivo. Sono tenuti al pagamento della quota sociale e ad una costante collaborazione alla redazione della rivista.&lt;br /&gt;Soci ordinari: sono coloro che vogliono partecipare e collaborare alla realizzazione degli scopi statutari contribuendo con il versamento della quota associativa e con la collaborazione alla redazione della rivista anche in forme sporadiche. La loro iscrizione è valida se approvata dal Consiglio Direttivo.&lt;br /&gt;Soci straordinari: sono coloro che contribuiscono alla vita associativa con versamenti volontari.&lt;br /&gt;I soci fondatori ed i soci ordinari sono a tutti gli effetti elettori ed eleggibili a tutte le cariche sociali.&lt;br /&gt;Gli eventuali soci minorenni hanno gli stessi diritti e gli stessi doveri di tutti gli altri associati, ivi compreso il diritto di partecipazione e voto in assemblea.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Art. 5 – Organi dell’associazione&lt;br /&gt;Sono organi dell'associazione:&lt;br /&gt;l'Assemblea dei Soci, che coincide con il Comitato dei Garanti;&lt;br /&gt;il Consiglio Direttivo, che coincide con il Comitato di redazione;&lt;br /&gt;il Presidente, che coincide con il Direttore editoriale;&lt;br /&gt;il tesoriere.&lt;br /&gt;Le cariche associative sono ricoperte a titolo gratuito.&lt;br /&gt;È invece previsto il rimborso delle spese sostenute e precedentemente autorizzate dal Consiglio Direttivo, purché debitamente documentate.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Art. 6 – L’Assemblea&lt;br /&gt;L’Assemblea dei soci è composta dai soci fondatori e dai soci ordinari. Essa coincide con il Comitato dei Garanti e rappresenta l’organo sovrano dell’associazione.&lt;br /&gt;L'assemblea è convocata dal Presidente almeno una volta all’anno e, comunque, ogni qualvolta sia deliberata dal Consiglio Direttivo o ne faccia richiesta scritta almeno tre decimi dei soci in regola con il pagamento della quota sociale.&lt;br /&gt;La data e l’Ordine del Giorno saranno comunicati con i mezzi che il Presidente riterrà opportuno, anche tramite la rivista.&lt;br /&gt;Per la validità della sua costituzione e delle sue delibere in prima convocazione è necessario che siano presenti o rappresentati almeno la metà degli associati e le delibere sono prese a maggioranza dei voti.&lt;br /&gt;Non raggiungendo questo numero di voti, , la sessione è rimandata a non più di quindici giorni. Nella seconda convocazione l’Assemblea si riterrà valida qualunque sia il numero dei soci presenti o rappresentati.&lt;br /&gt;Spetta all'Assemblea deliberare in merito:&lt;br /&gt;all'elezione del Presidente dell’associazione che coincide con il Direttore editoriale della rivista;&lt;br /&gt;all'approvazione del bilancio consuntivo e preventivo;&lt;br /&gt;alla nomina del Comitato Direttivo ed alla definizione del numero dei membri;&lt;br /&gt;alla nomina del tesoriere;&lt;br /&gt;all'approvazione e alla modificazione dello statuto;&lt;br /&gt;ad ogni altro argomento riservatole dallo statuto o che il Consiglio Direttivo intendesse sottoporre.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Art. 7 - Il Consiglio Direttivo&lt;br /&gt;Il Consiglio Direttivo coincide con il Comitato di redazione della rivista ed è composto da un numero di membri variabile da tre a nove, scelti tra i soci.&lt;br /&gt;Dura in carica tre anni e i suoi membri sono rieleggibili.&lt;br /&gt;Il Consiglio Direttivo elegge al suo interno il Presidente ed eventualmente un Vicepresidente.&lt;br /&gt;Qualora, durante il mandato, venisse a mancare uno o più membri del Consiglio Direttivo, il Consiglio Direttivo coopterà altri membri in sostituzione dei membri mancati; i membri cooptati dureranno in carica fino alla prima assemblea, la quale potrà confermarli in carica fino alla scadenza del Consiglio Direttivo che li ha cooptati.&lt;br /&gt;Al Consiglio Direttivo spetta:&lt;br /&gt;prendere tutte le decisioni inerenti al funzionamento dell’associazione, nei limiti statutari, e alla pubblicazione della rivista;&lt;br /&gt;predisporre il bilancio preventivo ed il rendiconto annuale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Art. 8 - Il Presidente&lt;br /&gt;Il Presidente, che coincide con il Direttore editoriale della rivista, ha la legale rappresentanza dell’associazione e dà esecuzione alle delibere del Consiglio Direttivo.&lt;br /&gt;La carica di Presidente ha la durata di un anno, è rinnovabile e può essere revocata su decisione del Consiglio Direttivo votata a maggioranza di due terzi e ratificata dall'assemblea.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Art. 9 – Il tesoriere&lt;br /&gt;Il tesoriere è nominato dall'assemblea che lo sceglie anche tra i non Soci. La sua funzione è controllare la correttezza della gestione in relazione alle norme di legge e di Statuto. Egli predispone una relazione annuale in occasione della approvazione del Bilancio consuntivo.&lt;br /&gt;Il tesoriere partecipa alle assemblee e alle riunioni del Consiglio Direttivo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Art. 12 – Durata e scioglimento&lt;br /&gt;L'associazione ha durata fino al 2050, e potrà essere prorogata o anticipatamente sciolta con delibera dell’assemblea dei soci.&lt;br /&gt;Lo scioglimento dell’associazione è deliberato dall’Assemblea straordinaria.&lt;br /&gt;La maggioranza necessaria per tale decisione è di due terzi dei soci in prima convocazione e della maggioranza semplice in seconda convocazione.&lt;br /&gt;In caso di scioglimento dell'associazione, per qualunque causa, il patrimonio sarà devoluto ad altra organizzazione senza fini di lucro avente scopo analogo o affine o a fini di pubblica utilità, salvo diversa destinazione imposta dalla legge vigente al momento dello scioglimento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Art. 13 – Norma di chiusura&lt;br /&gt;Per tutto quanto non previsto dal presente statuto si fa riferimento alle norme del codice civile e alle leggi in materia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3471232792041322602-1974009364790199711?l=ilgiornalechevorrei.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilgiornalechevorrei.blogspot.com/feeds/1974009364790199711/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3471232792041322602&amp;postID=1974009364790199711' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3471232792041322602/posts/default/1974009364790199711'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3471232792041322602/posts/default/1974009364790199711'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilgiornalechevorrei.blogspot.com/2008/03/il-giornale-che-vorrei.html' title='Il giornale che vorrei.'/><author><name>larivistachevorrei</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03243808208251126601</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3471232792041322602.post-7292424375544224893</id><published>2008-02-27T14:31:00.005+01:00</published><updated>2008-02-27T14:42:42.738+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Per esempio'/><title type='text'>Mousse. La qualità paga e non si paga</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp1.blogger.com/_T9XYoiiCqkQ/R8VnVz9L0bI/AAAAAAAAAEk/ymWK8scFz7M/s1600-h/mousse.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://bp1.blogger.com/_T9XYoiiCqkQ/R8VnVz9L0bI/AAAAAAAAAEk/ymWK8scFz7M/s320/mousse.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5171653371526631858" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;Essere indipendenti e avere successo.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt; È possibile. È successo a &lt;/span&gt;&lt;a style="font-style: italic; font-weight: bold;" href="http://www.moussemagazine.it/" target="_blank"&gt;Mousse&lt;/a&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;. Un ottimo freepress (mensile formato tabloid tipo quotidiano) che tratta solamente arte contemporanea e che nel giro di un anno e mezzo è passato da poche migliaia di copie e meno di 50 pagine distribuite solamente a Milano, a 40.000 copie e circa 120 pagine bilingue distribuite in giro per l'Italia e non solo. Il solito giornaletto impataccato di notizie liofilizzate e lanci di agenzia? neanche per incubo. Articoli lunghi, interviste e tanta attenzione e cura. Riporto alcuni passaggi dell'intervista rilasciata a &lt;/span&gt;&lt;a style="font-style: italic;" href="http://undo.net/Pressrelease/edit28/" target="_blank"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Undo.net&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt; da uno dei direttori, Alessio Ascari.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span id="fullpost"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;b&gt;Cosa limita in qualche modo la libertà di scelta di una rivista?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Limiti ce ne sono tanti. Per cominciare, le difficoltà economiche che una rivista indipendente per forza di cose ha: se fossimo un pò più ricchi potremmo fare un sacco di cose che abbiamo in mente ma che non possiamo realizzare per motivi banalmente economici. Quindi sì, sicuramente il budget di una rivista indipendente impone dei limiti. Però è anche vero che questi limiti in certi casi possono avere un effetto benefico, diventare degli stimoli: sai che devi fare una cosa con un budget limitato e così ti ingegni, tiri fuori dei piani B, delle soluzioni non scontate e magari nuove... Dalla componente economica per esempio è scaturita la scelta di fare un giornalaccio, un tabloid stampato su una carta da due soldi, che però poi alla fine è gratuito, il che non è mai male.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Cosa intendi per rivista indipendente?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È semplice. Una rivista indipendente è una rivista che non ha un editore alle spalle. Quando c'è un editore che mette dei capitali e che quindi - non per forza, ma molto spesso, diciamo quasi sempre, succede così - finisce per influire più o meno direttamente sui contenuti, la rivista non è più indipendente. Nel nostro caso, per fortuna e purtroppo, noi siamo editori, direttori, collaboratori di noi stessi, e quindi dipendiamo solo ed esclusivamente da noi stessi. Poi c'è l'attitudine, lo spirito, lo sguardo: più si è liberi dai condizionamenti (di qualsiasi tipo essi siano) e più si è agili. L'indipendenza e l'agilità vanno insieme.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Qual'è il rapporto con il territorio su cui operate? Nonostante Mousse abbia un registro alto e una portata internazionale, c'è sempre uno sguardo e una stretta relazione con il territorio di Milano.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Milano è la nostra città, la rivista è nata a Milano, i primi numeri sono stati distribuiti solamente a Milano: quindi l'impronta per forza di cose c'è. Allo stesso tempo, forse è antipatico dirlo, credo che per quanto riguarda le istituzioni private, come le gallerie e le fondazioni - per le istituzioni pubbliche si apre tutto un altro discorso - Milano sia la città dove succedono le cose più interessanti e di respiro più spiccatamente internazionale. E quindi ci viene naturale, per una questione di vicinanza fisica e poi per una vicinanza in un certo senso spirituale, avere un occhio di riguardo per la nostra città. Niente di male, infondo. Se succedesse a Napoli o a Roma o in qualunque altro posto nessuno penserebbe a una forma di snobbismo, credo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;In che modo una rivista può porsi come strumento di critica e riflessione?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In moltissimi modi. Per quanto ci riguarda, ti risponderei partendo dal formato che abbiamo scelto: molto povero, un giornalaccio come dicevo prima; un format molto democratico, a tiratura alta e distribuzione gratuita. Fin dall'inizio l'idea è stata giocare sulla duplicità - in modo un pò subdolo, se vuoi, ma divertente; volevamo dare al pubblico una rivista che si distinguesse per i contenuti di qualità e si proponesse come piattaforma di approfondimento vero e proprio, e allo stesso tempo fosse condita e impacchettata in modo accattivante e molto pop, per rendere il più appetitoso e digeribile possibile il messaggio (i messaggi!) che volevamo lanciare. Se ci fai caso, infatti, nonostante l'apparenza disinvolta e "leggera", Mousse è fatto più che altro di approfondimenti: ossia, poche news e tanti articoli lunghi, sui quali bisogna fermarsi e che richiedono di essere letti davvero.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3471232792041322602-7292424375544224893?l=ilgiornalechevorrei.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilgiornalechevorrei.blogspot.com/feeds/7292424375544224893/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3471232792041322602&amp;postID=7292424375544224893' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3471232792041322602/posts/default/7292424375544224893'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3471232792041322602/posts/default/7292424375544224893'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilgiornalechevorrei.blogspot.com/2008/02/mousse-la-qualit-paga-e-non-si-paga.html' title='Mousse. La qualità paga e non si paga'/><author><name>larivistachevorrei</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03243808208251126601</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp1.blogger.com/_T9XYoiiCqkQ/R8VnVz9L0bI/AAAAAAAAAEk/ymWK8scFz7M/s72-c/mousse.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3471232792041322602.post-7895232182312368075</id><published>2008-02-23T10:50:00.003+01:00</published><updated>2008-02-23T10:54:24.175+01:00</updated><title type='text'>La fabbrichetta del consenso</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp2.blogger.com/_T9XYoiiCqkQ/R7_soj9L0aI/AAAAAAAAAEc/Fo1y-8WxXes/s1600-h/chomsky.jpeg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://bp2.blogger.com/_T9XYoiiCqkQ/R7_soj9L0aI/AAAAAAAAAEc/Fo1y-8WxXes/s320/chomsky.jpeg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5170111078835409314" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;C'è un aspetto nella nascita della "rivista che vorrei" a cui guardo con molta attenzione e preoccupazione. È quello della &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;relazione fra i contenuti, il lavoro di redazione e il sistema dei partiti e degli schieramenti&lt;/span&gt;, ovvero con quella che con una metonimia inflazionata chiamiamo "politica".&lt;br /&gt;Nei giorni scorsi abbiamo accennato, sul blog e in riunione, al ruolo che dovrebbero avere coloro i quali hanno compiti e incarichi politico-amministrativi. Si è deciso di non porre alcun veto e mi pare giusto perchè altrimenti, di per sè, sarebbe stata solo censura preventiva.&lt;br /&gt;Quello che - secondo me - invece deve restare fuori dalla rivista non è questo o quel nome. Quello che deve restare fuori è la logica che regge, per quel pochissimo che ne so, il sistema dei partiti. In quel microcosmo vige un criterio, quello del consenso, che è molto simile a quello che regge il mercato, le vendite. Rozzamante potrei dire che è "più bravo" un politico perchè raccoglie più consenso così come è "più bravo" un concessionario perchè vende più auto.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Un giornale come quello a cui stiamo lavorando, non di schieramento, non di partito, non commerciale, non vende auto e non raccoglie consenso. Per nessuno se non per se stesso.&lt;/span&gt; Mostra e dimostra quello che crede essere davvero interessante, come direbbe Chomsky «&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;ha il compito di scoprire e di riferire la verità, non già di presentare il mondo come i potenti desiderano che venga percepito&lt;/span&gt;». Indipendentemente dal fatto che questo faccia vendere più auto o raccolga più consenso per un partito o per uno schieramento.&lt;br /&gt;La logica "da schieramento" arriva a volere che se una notizia o un argomento, una narrazione non rende consenso, imbarazza, crea "attriti interni" non la si pubblica. Non vorrei, non voglio mai vedere nulla di simile nella rivista che vorrei.&lt;br /&gt;Io so che questo è difficile da condividere e digerire per chi (prima o poi) si ritrova a fare i conti con il consenso, in una campagna elettorale o in una riunione di segreteria. Ma è bene che lo sappia.&lt;br /&gt;Io so, perchè in venti anni di giornali e giornalini l'ho visto tante volte, che &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;la ricerca del consenso fa brutti scherzi. Non ti fa dire pane al pane e vino al vino.&lt;/span&gt; &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Perchè quel pane e quel vino potrebbero urtare la sensibilità dei moderati, del ceto medio, dei centristi, dei credenti, dei compagni, dei pensionati, degli amici.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Chi ha a cuore più il consenso per uno schieramento che la genuinità del pane e del vino da offrire sul tavolo della pubblicazione, è meglio che cerchi spazio altrove.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;La rivista che vorrei potrebbe portare troppi mal di pancia, troppi musi lunghi nelle segreterie e nelle sale riunioni.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;La rivista che vorrei di queste precauzioni, attenzioni, sensibilità, equilibrismi, fintopluralismi se ne deve fregare.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Pane al pane e vivo al vino. Anche se per qualcuno sono indigesti.&lt;br /&gt;Tanto per non andare lontano, non voglio più vedere certi tatticismi visti dentro "Monza la città" finchè ne ho fatto parte. Come non scrivere che il parroco di San Fruttuoso fa togliere i manifesti della festa dell'Unità, perchè dirlo potrebbe irritare qualche cattolico. Accontentare questo o quello, non scontentare quella o quelle. Perchè il rischio è quello di fare un giornale senza spina dorsale, facile a piegarsi al vento che tira.&lt;br /&gt;Schiena dritta, l'umiltà di riconoscere i propri limiti, difetti ed errori quando ci sono, ma il coraggio delle proprie idee. Tutto il resto, equilibri ed equilibrismi e terrore da sondaggio restino fuori. Ci sono altri luoghi e altri momenti per tutto ciò.&lt;br /&gt;La fabbrichetta del consenso ha già troppo spazio e tempo nella nostra vita. Io non ho nessuna voglia di offrirgliene neanche un altro po'.&lt;br /&gt;Se a qualcuno non va bene, lavori al giornale che vorrebbe da un'altra parte. Oppure lo faccio io.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3471232792041322602-7895232182312368075?l=ilgiornalechevorrei.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilgiornalechevorrei.blogspot.com/feeds/7895232182312368075/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3471232792041322602&amp;postID=7895232182312368075' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3471232792041322602/posts/default/7895232182312368075'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3471232792041322602/posts/default/7895232182312368075'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilgiornalechevorrei.blogspot.com/2008/02/la-fabbrichetta-del-consenso.html' title='La fabbrichetta del consenso'/><author><name>larivistachevorrei</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03243808208251126601</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp2.blogger.com/_T9XYoiiCqkQ/R7_soj9L0aI/AAAAAAAAAEc/Fo1y-8WxXes/s72-c/chomsky.jpeg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3471232792041322602.post-4901588084246932400</id><published>2008-02-20T09:07:00.005+01:00</published><updated>2008-02-20T09:20:59.541+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Proposte'/><title type='text'>La frittata è fatta. Nasce la rivista!</title><content type='html'>La notizia è che si comincia davvero. Nella riunione di ieri sera abbiamo deciso di partire.&lt;br /&gt;Ecco come e quando.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Si fonda l'associazione culturale editrice. Nelle prossime due settimane si mette a punto lo statuto/carta dei principi che segna la linea editoriale generale. La quota per chi ha un reddito è di 100 euro (o più, le donazioni sono benvenute), per gli altri di 5 euro. Le quote formeranno il fondo cassa necessario a sostenere le spese di hosting ed affitto della sede per le riunioni, le spese per la registrazione della testata e le altre formalità necessarie. Tutti i soci fondatori godono dei diritti associativi (votano e possono essere eletti). Le iscrizioni successive dovranno essere approvate dai soci fondatori.&lt;br /&gt;In questi giorni occorre dare comunicazione definitiva sulla volontà di diventare fondatori ed iscriversi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Chi ricopre incarichi politico-amministrativi può iscriversi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- I soci sono chiamati ad esprimersi rapidamente presentando le proprie proposte per la carta dei valori, elencando i principi di riferimento da contemplare. Nella prossima riunione sarà approvato lo statuto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Il presidente/direttore sarà eletto dai soci.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-  La rivista avrà cadenza mensile, si rivolgerà ad un ambito territoriale ma non rinuncerà ad affrontare, quando ne sarà capace, anche temi nazionali e oltre. Il criterio sarà l'incidenza che i temi hanno comunque sulla nostra quotidianità e la capacità di "dire qualcosa di intelligente a riguardo". Al nucleo di contenuti principale e mensile saranno affiancati strumenti adeguati a rendere la rivista attiva e vivace quotidianamente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Ai lettori sarà dato adeguato spazio per interventi, suggerimenti, commenti. I criteri per la pubblicazione o meno saranno semplici e palesi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-  La rivista, quando ne condividerà le finalità, parteciperà a battaglie civili e sociali e se ne farà promotrice.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Sarà una rivista irriverente, indipendente e divertente (speriamo).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Riassumendo, nei prossimi giorni occorre fare:&lt;br /&gt;- elenco delle adesioni&lt;br /&gt;- completare le risposte del &lt;a href="http://ilgiornalechevorrei.blogspot.com/2008/02/poche-semplici-domande-rsvp.html"&gt;questionario&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;- redigere la bozza di statuto&lt;br /&gt;- elenco delle ipotesi di nome&lt;br /&gt;- elenco delle disponibilità degli autori&lt;br /&gt;- bozza del numero zero&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Avanti allora, cominciamo a divertirci.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3471232792041322602-4901588084246932400?l=ilgiornalechevorrei.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilgiornalechevorrei.blogspot.com/feeds/4901588084246932400/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3471232792041322602&amp;postID=4901588084246932400' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3471232792041322602/posts/default/4901588084246932400'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3471232792041322602/posts/default/4901588084246932400'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilgiornalechevorrei.blogspot.com/2008/02/la-frittata-fatta-nasce-la-rivista.html' title='La frittata è fatta. Nasce la rivista!'/><author><name>larivistachevorrei</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03243808208251126601</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3471232792041322602.post-655782457013952062</id><published>2008-02-18T09:17:00.002+01:00</published><updated>2008-02-18T09:23:24.797+01:00</updated><title type='text'>Poche semplici domande. RSVP</title><content type='html'>Per "portaci avanti" con il lavoro, ci sono alcune domande a cui prego tutti di rispondere con poche parole. Alcuni hanno già detto la propria, li prego di ribadire sinteticamente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Replicate scrivendo una email a ilgiornalechevorrei (at) gmail.com oppure come commento qui di seguito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Hai delle idee per il nome della rivista?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Hai intenzione di iscriverti all'associazione-editrice? Junior o senior?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Pensi che chi ha incarichi politico-amministrativi possa diventare socio o no?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Quali sono secondo te i valori e principi a cui la rivista dovrebbe fare riferimento?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Concretamente, quanti contenuti e di che tipo pensi di assicurare ogni mese (articolo, intervista, commento, rubrica, fotografie, video...)?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- A quante riunioni puoi partecipare ogni mese e in quale giorno ti è più possibile partecipare?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Pensi che la rivista debba affrontare temi nazionali/internazionali?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Pensi che la rivista debba accogliere la discussione attraverso commenti e forum?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Che ruolo e strumenti dovrebbero avere i lettori? I commenti/interventi anonimi vanno pubblicati o no?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Pensi che la rivista debba essere militante, debba cioè fare proprie e/o partecipare a "campagne" e "battaglie" territoriali o nazionali come, ad esempio, la difesa della legge 194, la questione dei cartelli "Monza città della pace", "Cascinazza" eccetera?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Elenca almeno 5 argomenti generali di cui la rivista dovrebbe occuparsi (es. ambiente, cultura...) e 5 in particolare (es. Parco di Monza, Pedemontana...)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Cosa non vorresti mai vedere sulla rivista (che di solito vedi su altri giornali)?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Cosa vorresti vedere sulla rivista (che di solito non vedi su altri giornali)?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se pensi abbia dimenticato altre domande e vuoi suggerirle scrivimi e aggiorno il questionario.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3471232792041322602-655782457013952062?l=ilgiornalechevorrei.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilgiornalechevorrei.blogspot.com/feeds/655782457013952062/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3471232792041322602&amp;postID=655782457013952062' title='10 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3471232792041322602/posts/default/655782457013952062'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3471232792041322602/posts/default/655782457013952062'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilgiornalechevorrei.blogspot.com/2008/02/poche-semplici-domande-rsvp.html' title='Poche semplici domande. RSVP'/><author><name>larivistachevorrei</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03243808208251126601</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>10</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3471232792041322602.post-8094574655175288545</id><published>2008-02-17T12:05:00.003+01:00</published><updated>2008-02-17T12:09:17.171+01:00</updated><title type='text'>La posizione di Casalini</title><content type='html'>&lt;div&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;L'intervento di Primo è di qualche giorno fa, lo pubblico solo ora perchè fra comunicazioni via e-mail, articoli su questo blog, commenti e silenzi, non è facile star dietro a tutto e tutti. Spero che presto si passi seriamente alla fase "plurale" anche nei compiti da portare avanti.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Arial;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;Dico la mia, in parte discordante da Antonio  Cornacchia. Non è comunque un ponzamento postprandiale, ma  una esperienza concreta e quotidiana di mesi e mesi in due  multiblog: "Abbracci e pop corn" in cui sono admin: http://abbracciepopcorn.blogspot.com/ e "Il Nonblog di Habanera" in sui sono  guest:  http://habanera-nonblog.blogspot.com/ Con tranquilla schiettezza consiglio una visita non  frettolosa ad entrambi, che hanno caratteristiche in parte diverse (perché sono  diversi i progetti). Utilizzo il nickname di Solimano, ma vi consiglio di  guardare alcuni interventi almeno di Giuliano e di Roby. Per le visite  e le pagine viste, se vi interessano, guardate i due contatori Shinystat PRO.  Noi siamo contenti, ma si può crescere ancora.    Vengo al dunque, che è il come, non il  che cosa. Se non c'è il come non ci sarà neppure il che  cosa. Il problema del finanziamento non esiste, si può benissimo  partire con una ottima soluzione con un blog o Splinder o Blogger esuberante  come possibilità qualitative e quantitative alle esigenze prevedibili.  Consiglio l'adozione di un contatore Shinystat PRO (costa 100 euro l'anno), che  consente tante possibilità fra cui una è significativa per come si vuol fare la  rivista: dà l'evidenza di quante visite ricevono i singoli interventi. Consiglio  che questa funzione sia aperta anche ai visitatori, non vedo motivi limpidi per  nasconderla.  Il costo inesistente o quasi consente prima di tutto una  gran bella cosa: che i giovani possano partecipare au pair come è  giusto e non vengono fatti oggetti di poverinismi e di  protezionismi che sono i primi a non desiderare. Supponiamo che siano dieci persone a voler partire (uomini  e donne!). La prima cosa da fare è eleggere l'admin che sarà uno di loro  (Antonio, ad esempio, che andrebbe benissimo), au pair da quasi tutti i punti di  vista, è un guest come gli altri e si attiene alle stesse regole,  ma in alcune cose è più uguale degli altri. Quotidianamente è un guest che  fa pure il bidello, ma ci sono dei momenti in cui deve fare il preside, e  decidere lui. Serve un capo, come in una barca o in una cucina. o in un  giornaletto o giornalone. Poi si fissano le regole, ad esempio l'impegno di ognuno,  che dovrebbe essere analogo per tutti: un esempio a cui credo è un post alla  settimana (non uno di meno né uno di più) che non superi le venticinque righe di  testo, con una sola immagine scelta dal guest che scrive il post (sul  reperimento delle immagini efficaci si sarebbe molto da dire, è  importantissimo).  Inoltre, ognuno dei dieci sente come dovuto e ben fatto,  un commento ad ogni post fatto dagli altri, massimo cinque o dieci righe non di  pura complimentosità, ma con un valore aggiunto, fosse anche  dialettico.  Si crea una situazione di empatia competitiva fra i  nostri dieci eroi e il piatto non piange, per quello che volete fare i commenti  servono molto.  Niente moderazione dei commenti dei passanti: loro ci  mettono un minuto a rompere, l'admin o l'autore del post ci mette un secondo a  cancellarli, quindi i graffitari vanno a disturbare nei forum dove trovano  ancora spazio (ma i forum ormai sono solo per catecumeni inesperti o  frustrati). Poi, ognuno, con l'assenso degli altri, si sceglie un filo  rosso a cui si attiene nei vari post. Ma non deve essere un filo rosso generico.  Faccio alcuni esempi: Non "Il volontariato", ma "Sprechi e sfridi nel  volontariato in Brianza". Non "L'ambiente", ma "Il Lambro". Non "Il traffico", ma "I parcheggi di Monza". Non "La politica", ma "I costi della politica in  Brianza". Sono solo degli esempi, ma credo che ci siamo capiti: ad  essere generici si fa presto, ad essere specifici c'è valore aggiunto (e si dà  anche fastidio a qualcuno a cui è bene dare fastidio). Ogni guest è operativamente molto libero: nel rispetto  delle poche regole immette lui il post direttamente nel blog (cosa assai facile)  e quindi non c'è nessun problema di distanza. I post vanno scritti come se  riguardassero un caso molto specifico ma fossero utilmente letti da chiunque  dovunque. La regola aurea è il "J'ai deux amours, mon pays et Paris", niente  cosmopolitismi generici né campanilismi tipo baruffe di  pianerottolo. Ognuno è in rappresentanza solo di sé stesso, non c'è  quello di Legambiente, ma Tizio o Caio corredati solo da  eventuale nickname. Niente Associazioni gemellate, niente Cooperative,  sarebbero cose che non servono ma rischiano di offuscare, perché chi scrive  finirebbe per autocensurarsi e si scrive male quando non si scrive quello che si  pensa.  Serve mettere i Siti consigliati, ma qui bisogna essere  chiari e duri: niente sfigatissimo blog del cugino che ne ha aperto uno e rompe  per le visite o del partito politico che se non c'è il suo link minaccia  sfracelli. Solo siti e blog cicciotti e visitati e non più di venti link.   E se sorgono contrasti? Certo che sorgeranno, qualcuno se  ne andrà o perché è anomico o perché è imbarazzante, qualcuno chiederà di  entrare, deve essere una cosa viva ed il va e vieni è vita, niente rendite di  posizioni, ognuno se la gioca al suo meglio. In rete, stiamo esplorando la possibilità di fare delle  Riviste fra vari blog già assestati sulla base di progetti in comune: ognuno  mantiene il suo blog ma partecipa al multiblog, l'admin viene scelto in base  alla fiducia maturata in mesi di frequentazione fra i blog.   Non mi scuso della lunghezza, può essere utile come le  istruzioni per montare un rubinetto di nuovo tipo, e il blog, se non lo si  conosce non lo si conosce. E' senz'altro meglio conoscerlo, proprio come si fa  col rubinetto, in cui la presunzione non ha ovviamente luogo. Con ciò chiudo il mio contributo alla discussione ed  all'avviamento della iniziativa, se qualcuno in futuro avrò voglia di sentire la  mia opinione mi scriva e gliela darò volentieri e con schiettezza. Lo spazio per  una buona rivista in rete a Monza c'è, bisogna solo saperlo cogliere, questo è  il vero punto.   saludos Primo&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:Arial;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3471232792041322602-8094574655175288545?l=ilgiornalechevorrei.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilgiornalechevorrei.blogspot.com/feeds/8094574655175288545/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3471232792041322602&amp;postID=8094574655175288545' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3471232792041322602/posts/default/8094574655175288545'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3471232792041322602/posts/default/8094574655175288545'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilgiornalechevorrei.blogspot.com/2008/02/la-posizione-di-casalini.html' title='La posizione di Casalini'/><author><name>larivistachevorrei</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03243808208251126601</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3471232792041322602.post-8564769759433926284</id><published>2008-02-17T09:54:00.004+01:00</published><updated>2008-02-17T19:45:43.347+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Per esempio'/><title type='text'>Tigri di Carta</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp2.blogger.com/_T9XYoiiCqkQ/R7f5bj9L0ZI/AAAAAAAAAEU/Qz3H5tC3dPQ/s1600-h/carta.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://bp2.blogger.com/_T9XYoiiCqkQ/R7f5bj9L0ZI/AAAAAAAAAEU/Qz3H5tC3dPQ/s320/carta.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5167873349334585746" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;In attesa di vederci martedì sera presso il Fannullone&lt;/span&gt; (tutti invitati, rompiscatole e menagramo esclusi), segnalo due interessanti articoli pubblicati sull'ultimo numero del mensile &lt;a href="http://www.carta.org/" target="_blank"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Carta Etc&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; e disponibili in pdf da scaricare.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.carta.org/attachments/pdf/0000/0351/10essereliberi.pdf"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Il primo è del direttore Pierluigi Sullo&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; e parla dello stato di salute e delle prospettive della stampa "di sinistra" di fronte all'appiattimento politico e culturale e alle ataviche difficoltà economiche a cui vanno incontro tutti quelli che non si limitano all'informazione-intrattenimento. &lt;a href="http://www.carta.org/attachments/pdf/0000/0358/10giornalisti.pdf"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;L'altro è di Sandro Provvisionato&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; ed è un ritratto preciso e finalmente franco dei tanti Don Abbondio che firmano l'informazione italiana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Carta non è semplicemente un giornale, ma un sistema informativo molto articolato. Ecco come si presenta sul suo sito:&lt;br /&gt;«Carta è un mezzo di comunicazione sociale. Perciò informa e mette in comunicazione tra loro ambiti diversi della società civile in ogni modo possibile. I principali sono il &lt;a href="http://www.carta.org/rivista/settimanale" target="_blank"&gt;settimanale&lt;/a&gt; e il &lt;a href="http://www.carta.org/rivista/mensile" target="_blank"&gt;mensile Carta Etc&lt;/a&gt;, a tiratura nazionale. [...] Trattano la vita dei movimenti sociali, che ai media liberisti non interessa, ma offrono anche grandi reportage, inchieste sociali, approfondimenti sui temi più importanti e le notizie dei Cantieri sociali».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Trovo magnifica la definizione "&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;un mezzo di comunicazione sociale&lt;/span&gt;". L'informazione, senza tutte la prosopopea dell'obiettività e della neutralità, è comunicazione innanzitutto. Nel bene e nel male.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3471232792041322602-8564769759433926284?l=ilgiornalechevorrei.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilgiornalechevorrei.blogspot.com/feeds/8564769759433926284/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3471232792041322602&amp;postID=8564769759433926284' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3471232792041322602/posts/default/8564769759433926284'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3471232792041322602/posts/default/8564769759433926284'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilgiornalechevorrei.blogspot.com/2008/02/tigri-di-carta.html' title='Tigri di Carta'/><author><name>larivistachevorrei</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03243808208251126601</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp2.blogger.com/_T9XYoiiCqkQ/R7f5bj9L0ZI/AAAAAAAAAEU/Qz3H5tC3dPQ/s72-c/carta.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3471232792041322602.post-1851822511453423411</id><published>2008-02-14T12:00:00.002+01:00</published><updated>2008-02-14T12:03:39.298+01:00</updated><title type='text'>I confini della politica e di chi la fa</title><content type='html'>&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Ci scrive &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;Sergio Civati&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;, la questione è che ruolo possono avere nella rivista coloro i quali - come lui - hanno anche un incarico amministrativo e/o politico. Ecco il testo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="q" id="q_11816ceb8312d3d8_1"&gt;cari tutti&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;martedi' porssimo non ci sarò (..ho consiglio comunale)..ma forse per voi questa potrà essere una buona opportunità...&lt;br /&gt;Mi spiego: sulla necessità di una rivista nel territorio, ho già detto la mia in positivo, pur avendo messo lì grosse questioni nell'ultimo incontro (monza-brianza, periodicità e on line, professionalità e volontariato)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nell'ultimo incontro, ho colto in più persone il "disagio" di poter avere nella "compagnia" gente che fa politica..e su questo sarò franco ed esplicito, in modo che martedì ne possiate riflettere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L' eventuale indicazione dei "fuori i politici fuori.." mi lascierebbe molto perplesso e contrariato..&lt;br /&gt;Al di là della mia persona, quello che non condivido,  è l'idea per cui l'indipendenza di una rivista debba essere il risultato di "una immagine" da dare (ma non eravamo noi quelli dei contenuti?..) e non determinato dal contenuto nel suo contenitore, dall'impegno e dalla serietà delle persone che vi fanno parte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di questi tempi ormai noi "cosidetti politici" siamo visti o come "casta" o come (in questo caso) "peste".... (l'affermazione è un po' forte ma da l'idea..)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo aver tanto blaterato che il "tutto politica", il professionismo della politica. etc..sono uno dei mali delle persone che la fanno.. in realtà con queste eventuali scelte, si confinano le persone che hanno incarichi politici a far solo quello...e non sono visti come innanzi tutto cittadini (come io mi ritengo tale); cittadini che hanno una loro identità sociale, culturale e personale prima ancora che politica&lt;br /&gt;Persone quindi che sono in grado di tenere separate funzioni e ruoli in altri luoghi (che mi sembra avere dimostrato in monza la città..); non vorrei che oltre che ai politici, di questo passo si volgia tagli fuori "la politica che fa male..". (è un film già visto recentmente..)&lt;br /&gt;Mi sembra questa eventuale indicazione riduttiva, discriminante ed anche culturalmente conservatrice rispetto alla politica stessa che vogliamo tutti rinnovare&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Io avevo già dato verbalmente disponibilità ad Antonio di curare spazi-rubrica riguardo al mondo giovanile (è stato il mio lavoro fino a pochi mesi fa) e sulla politica intesa come confronto e approfondimento plurale riguardo ai temi che l'attraversano (democrazia, cittadinanza, partecipazione, istituzioni etc.).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi rimetto a voi sulle proposte e sulle decisioni, una cosa deve essere chiara (per come io son fatto), se dovessi partecipare a quest'avventura lo vorrei fare con pari dignità e non come "ospite" tollerato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con franchezza e amicizia, buon lavoro per martedi'!&lt;br /&gt;sergio civati&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3471232792041322602-1851822511453423411?l=ilgiornalechevorrei.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilgiornalechevorrei.blogspot.com/feeds/1851822511453423411/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3471232792041322602&amp;postID=1851822511453423411' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3471232792041322602/posts/default/1851822511453423411'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3471232792041322602/posts/default/1851822511453423411'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilgiornalechevorrei.blogspot.com/2008/02/i-confini-della-politica-e-di-chi-la-fa.html' title='I confini della politica e di chi la fa'/><author><name>larivistachevorrei</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03243808208251126601</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3471232792041322602.post-6990367163869653902</id><published>2008-02-10T10:44:00.000+01:00</published><updated>2008-02-10T10:50:23.362+01:00</updated><title type='text'>Nuovo incontro: martedì 19 febbraio. Il via definitivo?</title><content type='html'>Per il secondo incontro "offline" ci vediamo martedì 19 alle 21. Saremo ospiti de "Il Fannullone" in via Borgazzi 105 (&lt;a href="http://www.ilfannullone.it/spazio/cartina/" target="_blank"&gt;qui la mappa&lt;/a&gt;). Molta carne al fuoco: la formazione dell'associazione culturale, i gruppi di lavoro, lo statuto... Come sempre porte aperte a tutti... rompiscatole e menagramo esclusi&lt;span id="fullpost"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3471232792041322602-6990367163869653902?l=ilgiornalechevorrei.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilgiornalechevorrei.blogspot.com/feeds/6990367163869653902/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3471232792041322602&amp;postID=6990367163869653902' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3471232792041322602/posts/default/6990367163869653902'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3471232792041322602/posts/default/6990367163869653902'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilgiornalechevorrei.blogspot.com/2008/02/nuovo-incontro-marted-19-febbraio-il.html' title='Nuovo incontro: martedì 19 febbraio. Il via definitivo?'/><author><name>larivistachevorrei</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03243808208251126601</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3471232792041322602.post-7778924154468227788</id><published>2008-02-10T10:20:00.000+01:00</published><updated>2008-02-10T10:40:29.345+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Per esempio'/><title type='text'>È la stampa, bellezza</title><content type='html'>&lt;em&gt;Fra informazione fastfood e ufficistampa travestiti da redazioni, l'attendibilità e la qualità dell'informazione si rivela per quello che è in una ricerca sui tanto osannati quotidiani inglesi "di qualità". Figuriamoci cosa verrebbe fuori facendo una indagine sui giornali nostrani. Da &lt;a href="http://www.lsdi.it/2008/02/07/dal-giornalismo-al-%e2%80%9cchurnalism%e2%80%9d-produzione-di-massa-di-ignoranza" target="_blank"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;lsdi.it&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Una ricerca dell’ Università di Cardiff ha accertato che l’ 80% degli articoli dei giornali di qualità del Regno Unito sono prevalentemente fatti riciclando notizie di agenzia o comunicati stampa - E che alcuni giornalisti ora producono materialmente almeno tre volte in più di quanto facessero 20 anni fa&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;span id="fullpost"&gt;&lt;br /&gt;&lt;h1&gt;Dal giornalismo al “churnalism”, produzione di massa di ignoranza&lt;/h1&gt;&lt;p&gt;Quasi l’ 80% degli articoli pubblicati sui giornali nazionali di qualità del Regno Unito sono in buona parte fatti riciclando notizie di agenzia o comunicati stampa. E’ uno dei risultati di una recente ricerca realizzata dal Dipartimento di giornalismo dell’ Università di Cardiff, secondo cui – tra l’ altro – alcuni giornalisti di Fleet Street producono attualmente almeno tre volte in più di quanto facessero 20 anni fa.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;La ricerca – spiega un articolo su &lt;a href="http://www.pressgazette.co.uk/story.asp?storycode=40123"&gt;Press.gazette.com&lt;/a&gt; – ha rilevato che la maggioranza dei servizi contenuti nei giornali nazionali britannici sono realizzati in gran parte con materiali forniti da Uffici stampa o agenzie. In particolare sarebbero queste le proporzioni: The Times, 69 per cento; The Daily Telegraph, 68 per cento; Daily Mail, 66 ; The Independent, 65,  e The Guardian, 52 per cento.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Criticando aspramente quello che definisce “churnalism”*, Nik Davies, un  esperto di media del &lt;em&gt;Guardian&lt;/em&gt;,  dice: “Ora più che in passato, siamo coinvolti in una produzione di massa di ignoranza perché le corporation e gli amministratori hanno tagliato gli organici, aumentato I nostri ritmi di lavoro e ci hanno definitivamente incatenato ai nostri desk”.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span id="more-1069"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;The Telegraph, Guardian e Times non hanno voluto commentare la ricerca,  mentre PressGazette &lt;a href="http://www.pressgazette.co.uk/story.asp?storycode=40123" target="_blank"&gt;ha  raccolto&lt;/a&gt; le reazioni nelle redazioni del Daily Mail e dell’ Independent che comunque, riporta Nicolas Kayser-Bril sull’ &lt;a href="http://www.observatoiredesmedias.com/2008/02/04/ne-cherchez-pas-le-journalisme-dans-la-presse/"&gt; Observatoir des médias &lt;/a&gt;   sono state del tipo:  « Ah, ma noi no,  noi non siamo così, forse gli altri». &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Il “poco di giornalismo che produce la stampa”, commenta ancora Kaiser-Bril, “deriva dunque dal forte aumento del numero di articoli che il giornalista deve produrre. Risultato: del personale qualificato viene pagato per fare del copia-e-incolla e produrre articoli mediocri. Così Ci perdono tutti: i giornalisti, che non hanno più il tempo di fare il loro vero lavoro e agli editori che si ritrovano con tonnellate di invenduto”. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Una volta di più questo esempio mostra che il problema della stampa non si limita a internet. Il web ha semplicemente messo fine all’ oligopolio che gli assicurava dei margini di profitto indebiti. L’ arrivo della concorrenza online mette i media tradizionali di fronte alle loro contraddizioni. Il contenuto che essi producono è semplicemente non competitivo.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Unico problema: per cambiare modello e mentalità (cosa per cui sembra ci  voglia molto tempo, stando a questa &lt;a href="http://www.howardowens.com/2008/key-job-skill-for-newspapers-how-to-hire/" target="_blank"&gt; testimonianza di Howard  Owens&lt;/a&gt;) ci vogliono soldi. Molti soldi. I giornali britannici ne ancora ancora un po’, visto che i tassi di profitto sono ancora vicini al 10%. In Francia – conclude Kaiser-Bril – il compito si annuncia più arduo. E da noi in Italia?&lt;/p&gt; &lt;p&gt;—–&lt;/p&gt; &lt;p&gt;* Da &lt;strong&gt;“churn out&lt;/strong&gt;”, “produrre  in grande quantità”. Vedi anche “Churnalism”, in &lt;a href="http://viva-freemania.blogspot.com/2008/02/churnalism.html"&gt;Freemania,&lt;/a&gt; e &lt;a href="http://blogs.guardian.co.uk/greenslade/2008/02/the_difference_between_journal.html"&gt;“The difference between journalism and  churnalism” (Guardian).&lt;/a&gt;&lt;/p&gt; - &lt;strong&gt;La ricerca (eng) è scaricabile qui&lt;/strong&gt; : &lt;a href="http://www.cf.ac.uk/jomec/library/doc_lib/Quality_Independence_British_Journalism.pdf"&gt;http://www.cf.ac.uk/jomec/library/doc_lib/Quality_Independence_British_Journalism.pdf&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3471232792041322602-7778924154468227788?l=ilgiornalechevorrei.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilgiornalechevorrei.blogspot.com/feeds/7778924154468227788/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3471232792041322602&amp;postID=7778924154468227788' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3471232792041322602/posts/default/7778924154468227788'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3471232792041322602/posts/default/7778924154468227788'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilgiornalechevorrei.blogspot.com/2008/02/la-stampa-bellezza.html' title='È la stampa, bellezza'/><author><name>larivistachevorrei</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03243808208251126601</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3471232792041322602.post-1807751115591479048</id><published>2008-02-04T09:42:00.000+01:00</published><updated>2008-02-05T08:53:57.583+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Per esempio'/><title type='text'>Ivan il possibile.</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp2.blogger.com/_T9XYoiiCqkQ/R6bQM6kD0sI/AAAAAAAAAEM/kKKqNPG1n5s/s1600-h/carta-libera.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://bp2.blogger.com/_T9XYoiiCqkQ/R6bQM6kD0sI/AAAAAAAAAEM/kKKqNPG1n5s/s320/carta-libera.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5163042943124361922" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;L'intervento di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Ivan Commisso&lt;/span&gt; è dedicato a coloro che hanno dubbi sulla possibilità di vita di una rivista di "&lt;a href="http://ilgiornalechevorrei.blogspot.com/2008/01/primi-passi.html"&gt;questo&lt;/a&gt;" tipo. A &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Carta libera&lt;/span&gt; avevo già accennato qualche settimana fa come ad un esempio concreto (per 5 anni e più di 100 numeri) a cui io stesso ho potuto partecipare.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Sto seguendo da qualche tempo le vostre “evoluzioni”. È stato Antonio, mesi fa, a segnalarmi questa piacevole discussione online. Vedo che siete arrivati al momento di definire cosa volete fare e come, partendo da un perché. Boh, non sono mai stato una mente. Mai avute capacità intellettuali per disegnare grandi cose. Vi racconto la mia, è più semplice. Quattordici anni fa, un gruppo di ragazzi più grandi di me mi invita a una serata in cui si sarebbe discusso di un progetto editoriale: un giornale cittadino fuori dagli schemi da far nascere. Non mi conoscevano se non per interposta persona, gli era bastato il mio generico interesse per l’idea. Ci ritroviamo in una ventina. C’erano gli entusiasti, i grintosi, i timidi, i silenziosi, gli scettici e gli scettici a prescindere. Storie diversissime ma un comune sentire: il provare a raccontare quel che accadeva in città (ossia raccontare la propria vita) da una prospettiva diversa, stimolante, divertente. Un po’ quello che mi pare stiate tentando di fare voi.&lt;br /&gt;Mettemmo su un giornale da zero: grafica, articoli, revisione bozze, raccolta pubblicitaria, corse in tipografia. Ognuno scriveva di quel che sapeva o di cui era interessato e, nonostante ciò, non siamo mai stati cacofonici. Bastava ritrovarci ogni settimana per la riunione di redazione e drizzare le antenne di quel nostro comune sentire che ci legava per trovare automaticamente la sintonia (e mi pare che pure voi di sintonia ne abbiate non poca). Quello stimolo (o bisogno?) che ci univa si tradusse in un linguaggio tutto nostro, un approccio riconosciuto, una forte identità che durò più di cento numeri e dura tuttora in altre forme. E non era poi nemmeno così faticoso portare avanti il progetto, perché quel che facevamo ci piaceva, piaceva (e doveva piacere) per primi a noi, non avendo alcuna velleità messianica o catartica. Il bello era che più i numeri del giornale piacevano a noi, più piacevano ai lettori.  Questo racconto per dirvi che non so quale forma espressiva sia più consona per quello che provate e vi lega, ma vi consiglierei di non volare bassi, di non essere timorosi. Io, al posto vostro, un bel pensiero a una curata rivista su carta lo farei. Non si tratta di fisica nucleare, né di produrre chissà quali immani sforzi. Ma vuoi mettere il gusto di avere tra le mani un oggetto in tre dimensioni, frutto della vostra testa e dei vostri sforzi, che vi piace? È, nemmeno troppo paradossalmente, più facile a farsi che a dirsi. &lt;br /&gt;Buon lavoro Ivan Commisso&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3471232792041322602-1807751115591479048?l=ilgiornalechevorrei.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilgiornalechevorrei.blogspot.com/feeds/1807751115591479048/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3471232792041322602&amp;postID=1807751115591479048' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3471232792041322602/posts/default/1807751115591479048'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3471232792041322602/posts/default/1807751115591479048'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilgiornalechevorrei.blogspot.com/2008/02/ivan-il-possibile.html' title='Ivan il possibile.'/><author><name>larivistachevorrei</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03243808208251126601</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp2.blogger.com/_T9XYoiiCqkQ/R6bQM6kD0sI/AAAAAAAAAEM/kKKqNPG1n5s/s72-c/carta-libera.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3471232792041322602.post-6476436604819557000</id><published>2008-02-02T22:42:00.000+01:00</published><updated>2008-02-05T08:52:52.986+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Opinioni a riguardo'/><title type='text'>Pippo, Savićević e Muñoz</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp1.blogger.com/_T9XYoiiCqkQ/R6TuyKkD0rI/AAAAAAAAAEE/hZrSNG480zM/s1600-h/Sinner.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://bp1.blogger.com/_T9XYoiiCqkQ/R6TuyKkD0rI/AAAAAAAAAEE/hZrSNG480zM/s320/Sinner.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5162513618469900978" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Caro Antonio,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;[...] &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Rimango dubbioso sulla possibilità però di aprire una rivista così come tu la concepisci. A me piacerebbe tanto che si facesse un aggregatore di contenuti, per incominciare, proprio come fanno i blogger più bravi di me, o come fa BlogBabel di mestiere. Così vediamo quanta carne c'è sul fuoco, chi potrebbero essere gli interpreti della nuova iniziativa editoriale, chi scrive di Brianza e soprattutto perché lo fa. &lt;/span&gt; &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Potrebbe essere un buon inizio e una bella sassata nello stagno, nella terra da sempre individualista e diffidente dell'altrui attività (che sia imprenditoriale o letteraria, cambia poco...). &lt;/span&gt; &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Aggregaci, caro Antonio. &lt;/span&gt; &lt;span style="font-style: italic;"&gt;E una mano te la darò volentieri. &lt;/span&gt; &lt;span style="font-style: italic;"&gt;pippo&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come direbbe Nicola Frangione, la sollecitazione di Pippo Civati è &lt;span style="font-style: italic;"&gt;acuta&lt;/span&gt;. Certo terrorizza quell'&lt;span style="font-style: italic;"&gt;aggregaci&lt;/span&gt;, in tempi in cui le &lt;span style="font-style: italic;"&gt;aggregazioni&lt;/span&gt; si sgretolano come merda al sole, seccando.&lt;br /&gt;È stato Gimmi Perego, a dicembre, il primo a parlare di network «Mi viene spontaneo, allora, pensare più che ad un giornale centralizzato, ad una federazione, ad una rete. Di Blog, di siti di associazioni, di spazi per chi un sito non ce l'ha... Che una volta individuata una carta d'intenti comune lavorino in modo sinergico». Anche Primo Casalini più volte ha parlato di multiblog. Dico la mia, una ipotesi di questo tipo non mi fa sangue. Vuoi mettere l'adrenalina di decidere in cinque, in dieci, in quindici il timone del prossimo numero, scambiarsi le informazioni per azzannare al meglio gli argomenti, dividersi i compiti, ghignare dell'effetto che farà quel titolo o quella foto, l'ansia di chiudere in tempo...&lt;br /&gt;Non ci posso far nulla, l'elaborazione collettiva  mi pare ancora una sfida che vale la pena di affrontare. Rispetto assoluto delle singole personalità, ma le formiche il lavoro grosso lo fanno faticando tutte insieme. È per questo che da vent'anni mi chiamano Ant. Il network dei blog, il loro raccordo, l'elaborazione degli strumenti che li possano "aggregare" al meglio è, lo ammetto, una parte del progetto che ho in mente. Una parte importante perchè potrebbe attingere a realtà interessanti e vivaci. Ma dovrebbe restare una parte, il cuore (!) e la testa della rivista dovrebbe stare nella redazione.&lt;br /&gt;Insomma sì, se non viene fuori niente di meglio si fa. Va bene anche vincere ai rigori. Ma se segna Savićević con il pallonetto da fuori area, allora è festa.&lt;br /&gt;Non so se l'idea della rivista è velleitaria, utopica. Ma che "La politica è l'arte del possibile" ce lo ricordano da mane a sera pure i baci perugina ormai. A me il sorriso lo mette  il poster di Josè Muñoz: "L'utopia è possibile perchè è l'arte della necessità".&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3471232792041322602-6476436604819557000?l=ilgiornalechevorrei.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilgiornalechevorrei.blogspot.com/feeds/6476436604819557000/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3471232792041322602&amp;postID=6476436604819557000' title='11 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3471232792041322602/posts/default/6476436604819557000'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3471232792041322602/posts/default/6476436604819557000'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilgiornalechevorrei.blogspot.com/2008/02/caro-antonio.html' title='Pippo, Savićević e Muñoz'/><author><name>larivistachevorrei</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03243808208251126601</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp1.blogger.com/_T9XYoiiCqkQ/R6TuyKkD0rI/AAAAAAAAAEE/hZrSNG480zM/s72-c/Sinner.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>11</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3471232792041322602.post-7920572683415502933</id><published>2008-02-01T11:47:00.001+01:00</published><updated>2008-02-03T10:50:07.852+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Per esempio'/><title type='text'>Bentornato</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp1.blogger.com/_T9XYoiiCqkQ/R6L40qkD0qI/AAAAAAAAAD4/zJdCh8ViZZY/s1600-h/diario.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://bp1.blogger.com/_T9XYoiiCqkQ/R6L40qkD0qI/AAAAAAAAAD4/zJdCh8ViZZY/s320/diario.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5161961706582430370" /&gt;&lt;/a&gt;Più che vintage è proprio antico. Il nuovo/vecchio Diario è bellissimo, ridisegnato, sobrio, denso, un po' New Yorker un po' libro. Da oggi in edicola come quindicinale, così ci sarà finalmente tutto il tempo di leggere le sue 100 pagine (senza pubblicità). Costa 7 euro, ma la qualità non è un lusso. Se la rivista che vorremmo gli somigliasse, a me farebbe piacere.&lt;span id="fullpost"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3471232792041322602-7920572683415502933?l=ilgiornalechevorrei.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilgiornalechevorrei.blogspot.com/feeds/7920572683415502933/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3471232792041322602&amp;postID=7920572683415502933' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3471232792041322602/posts/default/7920572683415502933'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3471232792041322602/posts/default/7920572683415502933'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilgiornalechevorrei.blogspot.com/2008/02/bentornato.html' title='Bentornato'/><author><name>larivistachevorrei</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03243808208251126601</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp1.blogger.com/_T9XYoiiCqkQ/R6L40qkD0qI/AAAAAAAAAD4/zJdCh8ViZZY/s72-c/diario.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3471232792041322602.post-6414132374631405776</id><published>2008-01-31T09:55:00.000+01:00</published><updated>2008-02-03T10:49:52.926+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Proposte'/><title type='text'>Primi passi</title><content type='html'>Dalla chiacchierata dell'altra sera, lunga e appassionata, è venuto fuori che la voglia di dare corpo al progetto è concreta. Ho tentato di sintetizzare le opinioni, i suggerimenti, le precauzioni, i dubbi nel testo che segue. Potrebbe diventare il primo passo, oppure no. Aggiungi le tue osservazioni e il tuo commento per modificarlo e per appropriartene. Abbiamo deciso di continuare il confronto qui, alla luce del sole, continuando a condividere apertamente le idee. Già questo a me pare sia un atteggiamento inedito da queste parti. Un ottimo primo passo.&lt;br /&gt;&lt;span id="fullpost"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Per comodità e brevità riprenderò la formula delle "5 W" per ripercorrere le questioni da affrontare. Per ogni W riporto gli aspetti emersi ieri sera e la mia personale proposta/sintesi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;What / Cosa&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;Una rivista di approfondimento e analisi che, citando la pubblicità di Diario, "Non insegue l'attualità, vorrebbe precederla. Altrimenti la commenta".&lt;br /&gt;Che abbia la capacità di essere qualitativamente molto curata (nella scrittura o in qualsiasi altra forma di comunicazione sarà opportuno utilizzare, video, fotografia, satira...).&lt;br /&gt;Che sappia raccontare con attenzione quel che accade nel nostro territorio, senza costringerci in confini che esistono solo sulle cartine (quindi Vimercate come Casatenovo come Sesto...).&lt;br /&gt;Che sappia essere interessante, in grado di coniugare il piacere personale di chi la produce con l'attenzione del lettore.&lt;br /&gt;Non una merce da vendere ma uno strumento. Il fine non è fare la rivista solo per il piacere di farla, ma usare la rivista per analizzare quanto accade (e non accade) in questo territorio. Non fermarsi alla cronaca (cosa accade) ma provare a capire perchè accade, facendo indagine e riflessione. Raggiungendo un numero di lettori adeguato all'impegno e non solo la ristretta e angusta cerchia di amici e parenti.&lt;br /&gt;Non aver paura di dire la propria, ai lettori viene data la libertà di leggere, pensare, rispondere.&lt;br /&gt;Gli argomenti?&lt;br /&gt;Il territorio, urbano ed extraurbano; le sue trasformazioni, la sua difesa, la sua valorizzazione.&lt;br /&gt;Le culture, ovvero la capacità di capire il perchè di quanto accade e la ricerca di percorsi meno battutti.&lt;br /&gt;La cittadinanza, ovvero i rapporti fra le persone e quanto gli vive intorno: le altre persone, le relazioni e gli istituti che le regolano (Affetti, Lavoro, Rappresentanza, Delega, Comune, Stato, Unione Europea...).&lt;br /&gt;Con molta attenzione a quanto comunemente non riesce ad avere visibilità e attenzione in una città e in un territorio che è profondamente cambiato sociologicamente.&lt;br /&gt;A questo i collaboratori sono invitati a partecipare secondo le proprie competenze personali e la redazione ad elaborare, collettivamente, il confronto. Non solo un magazine di personalità separate ma anche un "insieme" capace di rapportarsi, rispettando l'indipendenza, all'interno e all'esterno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Why / Perchè&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Perchè siamo sazi e disperati, sazi di informazioni e disperati di senso, sappiamo tutto quel che accade (o che conviene far sapere) e non sappiamo perchè accade.&lt;br /&gt;Perchè occorre capire oltre che sapere, altrimenti non si decide e non si incide la realtà. Una rivista aggressiva, capace anche di "smuovere", stuzzicare e stimolare. Viva e pulsante. Militante senza militare in nessun partito o schieramento. Come dice Saviano citando Celine, non ci interessa produrre "spilli per inculare le mosche". Capace di intercettare i fermenti ambientalisti, umani e culturali, farsene interprete, incubatore e stimolo.&lt;br /&gt;Per arrivare a questo è necessario stabilire un ambito, un metodo e un fine entro cui il lavoro collettivo si riconosce e che determina anche, quando necessario, la cassazione di contributi non adeguati. Una "carta dei valori" a cui tutti siamo chiamati a dare corpo per poterci riconoscere e vedere ripagato il nostro lavoro.&lt;br /&gt;Io propongo i miei "principi": laicità (religiosa e partitica), ironia (i media brianzoli sono tristi e noiosi), difesa delle risorse a rischio (diritti delle persone, ambiente)...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Who / Chi&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Chi scrive (o riprende, fotografa, disegna...) è anche proprietario del giornale. Attraverso una forma aggregativa (dalla semplice e snella Associazione culturale alla più impegnativa Cooperativa) chi scrive sul giornale partecipa in prima persona alla gestione delle sue sorti, della sua identità e della sua linea editoriale. L'indipendenza da editori (imprenditoriali o politici) comporta l'investimento personale di impegno, lavoro e risorse. Sia l'Associazione che la Cooperativa comportano l'apporto di una quota associativa che può essere stabilita di natura diversa per i soci &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"INPS"&lt;/span&gt; e per i soci &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"ggiovani"&lt;/span&gt;, una somma di denaro e il lavoro per i primi e il solo contributo di lavoro (più una cifra puramente simbolica) per i secondi.&lt;br /&gt;La struttura deve prevedere le comuni forme di organizzazione elettiva: comitato direttivo e presidenza, criteri di accettazione delle iscrizioni eccetera. In questo modo si assicurano democrazia e responsabilità riconosciute. Il presidente dell'associazione può coincidere con il direttore poichè l'editore coincide con la redazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Where / Dove&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Una rivista non è ne' la carta ne' le schermate, sono i contenuti che riesce a produrre ed elaborare. Individuare gli strumenti più efficaci per farlo arrivare ai lettori è compito che non può prescindere da alcuni aspetti:&lt;br /&gt;- Cadenza. Essendo una operazione di spirito "no-profit" e volontaristico non può diventare troppo pesante produrla e deve permettere di essere creata nei "ritagli di tempo".&lt;br /&gt;- Costi. Senza escludere a priori lo strumento cartaceo, è evidente che l'utilizzo di internet abbassa notevolmente la soglia di accesso e di visibilità, si va da zero centesimi utilizzando servizi gratuiti e si cresce proporzionalmente in base alle risorse (e al successo) che il giornale raggiunge. La mia idea è di partire su una piattaforma "proprietaria" che ci permetta di essere indipendenti da network, provider e di poter gestire in totale autonomia database e strumenti vari. Un impiego minimo (ma adeguato ad una soglia di partenza di 800 lettori al giorno) significa prevedere una spesa di qualche centinaio di euro, diciamo 1000-1500, per un servizio hosting di qualità. La stampa di un numero minimo di copie cartacee comporta un costo pari, ma per un singolo numero e con poche pagine. Pensare alla stampa significa quindi prima di tutto pensare a trovare risorse che non possono certo essere coperte dalle quote associative.&lt;br /&gt;Per questi motivi la forma rivista e la cadenza mensile sembrano quelle più adeguate. Lo strumento digitale più abbordabile di quello stampato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;When / Quando&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Una volta raccolte le dichiarazioni di disponibilità di ciascuno (di tempo, di soldi, di idee) si può passare a imbastire il vestito più adeguato. Vi invito a esprimervi tutti sulla disponibilità personale: tempo, impegno, denaro, competenze-interessi. Se abbiamo 10 persone e 2000 euro si fa un cappotto, se abbiamo 20 persone e 5000 euro si fa un guardaroba, se abbiamo 4 persone e 150 euro si fa una pizza e amici come prima. La prospettiva deve essere basata su un arco di tempo di almeno due anni e con un fondo minimo di 6.000 euro (così da permetterci di pagare eventualmente chi ci ospita nelle riunioni).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Mi lancio in una ipotesi di crono-programma.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nelle prossime due-tre settimane si raccolgono le osservazioni, le aggiunte e le sottrazioni a questa bozza di sintesi (e vi chiedo subito scusa per tutto quello che ho dimenticato di riportare) e si elabora insieme lo "statuto" che determinerà anche la linea editoriale del giornale. Io, sulla base di altre esperienze simili, presenterò un quadro di insieme per quel che riguarda la costituzione di una associazione culturale che diventi la personalità "giuridica" titolare del progetto, proprietaria della testata e che determini i processi decisionali interni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo le due-tre settimane ci incontriamo nuovamente (di martedì, ospiti di Stefano presso Il Fannullone con spaghetto annesso) per dare corpo attraverso una o più bozze definitive di "statuto" all'identità dell'associazione/giornale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Entro un mese si dà corpo alla personalità "giuridica", alle "cariche" ai ruoli, compiti e responsabilità. La forma Associazione culturale è molto semplice e leggera, non c'è neppure l'obbligo di andare da un notaio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Successivamente (fra 40 giorni?) si individua una scaletta di temi specifici da affrontare, la struttura del giornale (quantità di contenuti, sezioni, strumenti di interazione...) e si disegna una bozza di primo numero zero che permetta di testare la macchina organizzativa (capire chi può fare da riferimento, le comunicazioni interne, le revisioni...).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Contemporaneamente si elaborano dei piani di promozione e di raccolta fondi (contributi dei lettori, raccolta pubblicitaria...).&lt;br /&gt;A tal proposito penso sia importante considerare la possibilità che a titolo di associato &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"INPS"&lt;/span&gt;, ovvero con quota in denaro, possano entrare in gioco anche altre associazioni culturali o ambientaliste sulla scorta di importanti esempi nazionali: nel comitato editoriale di "&lt;a href="http://www.vita.it/"&gt;Vita&lt;/a&gt;" - il settimanale del no-profit -  entrano a far parte anche tutti quegli enti che versano una quota (in quel caso 7500 euro) e sottoscrivono un protocollo di intesa che assicura loro visibilità, sconti sulla pubblicità e partecipazione nella gestione (in ragione ovviamente di una quota singola, come un qualsiasi altro associato &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"INPS"&lt;/span&gt; o &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"ggiovane"&lt;/span&gt; che sia). Questo può significare una proficua collaborazione con quelle realtà del territorio cui molti di noi già appartengono e che probabilmente hanno bisogno di un punto di riferimento per la loro comunicazione.&lt;span id="fullpost"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3471232792041322602-6414132374631405776?l=ilgiornalechevorrei.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilgiornalechevorrei.blogspot.com/feeds/6414132374631405776/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3471232792041322602&amp;postID=6414132374631405776' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3471232792041322602/posts/default/6414132374631405776'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3471232792041322602/posts/default/6414132374631405776'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilgiornalechevorrei.blogspot.com/2008/01/primi-passi.html' title='Primi passi'/><author><name>larivistachevorrei</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03243808208251126601</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3471232792041322602.post-9071244361677062916</id><published>2008-01-30T09:26:00.000+01:00</published><updated>2008-02-03T10:49:33.933+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Opinioni a riguardo'/><title type='text'>Ci siamo</title><content type='html'>Ieri sera primo incontro "offline". Tre ore fitte di pareri, domande, proposte, dubbi, provocazioni. Molto interessanti e promettenti. Presto cercherò di fare il punto e preparare un tracciato per le prossime tappe. Si è deciso di continuare alla luce del sole la discussione, se qualcuno che non ha potuto partecipare vuol contribuire, le porte restano aperte.&lt;br /&gt;&lt;span id="fullpost"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3471232792041322602-9071244361677062916?l=ilgiornalechevorrei.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilgiornalechevorrei.blogspot.com/feeds/9071244361677062916/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3471232792041322602&amp;postID=9071244361677062916' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3471232792041322602/posts/default/9071244361677062916'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3471232792041322602/posts/default/9071244361677062916'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilgiornalechevorrei.blogspot.com/2008/01/ci-siamo.html' title='Ci siamo'/><author><name>larivistachevorrei</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03243808208251126601</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3471232792041322602.post-1177770284839393491</id><published>2008-01-21T10:32:00.000+01:00</published><updated>2008-02-03T10:49:08.355+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Proposte'/><title type='text'>Incontriamoci martedì 29 gennaio</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp1.blogger.com/_T9XYoiiCqkQ/R5RpAzMUc3I/AAAAAAAAADw/ZrKBAzG4izo/s1600-h/GNGL_009_565.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://bp1.blogger.com/_T9XYoiiCqkQ/R5RpAzMUc3I/AAAAAAAAADw/ZrKBAzG4izo/s320/GNGL_009_565.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5157862935708857202" /&gt;&lt;/a&gt;Visto che me lo avete chiesto, incontriamoci. &lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: bold;"&gt;Martedì 29 gennaio alle 21&lt;/span&gt; approfittiamo dell'ospitalità del CCR di Monza &lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: bold;"&gt;in via Ambrogiolo 6&lt;/span&gt; (una stretta stradina su via Italia). Mi farebbe piacere vedere anche te, sia che tu voglia partecipare direttamente o che tu voglia semplicemente essere un collaboratore "esterno" o - ancora - un probabile lettore. La rivista è e resta per ora solo un'idea, un'ipotesi tutta da definire. Puoi partecipare anche tu alla sua definizione. &lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: bold;"&gt;Consideriamola una chiacchierata&lt;/span&gt; per capire quanto è possibile passare alla fase successiva. Tutti benvenuti, rompiscatole e menagramo esclusi.&lt;div&gt;&lt;span id="fullpost"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3471232792041322602-1177770284839393491?l=ilgiornalechevorrei.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilgiornalechevorrei.blogspot.com/feeds/1177770284839393491/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3471232792041322602&amp;postID=1177770284839393491' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3471232792041322602/posts/default/1177770284839393491'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3471232792041322602/posts/default/1177770284839393491'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilgiornalechevorrei.blogspot.com/2008/01/incontriamoci-marted-29-gennaio.html' title='Incontriamoci martedì 29 gennaio'/><author><name>larivistachevorrei</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03243808208251126601</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp1.blogger.com/_T9XYoiiCqkQ/R5RpAzMUc3I/AAAAAAAAADw/ZrKBAzG4izo/s72-c/GNGL_009_565.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3471232792041322602.post-9001436521775388257</id><published>2008-01-15T11:02:00.000+01:00</published><updated>2008-02-03T10:48:51.493+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Proposte'/><title type='text'>Una rivista è (anche) i suoi lettori</title><content type='html'>Molti di voi pensano che si possa fare un giornale anche esclusivamente online. Io ho ancora perplessità ma non è questo il punto. &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Una questione fondamentale è il ruolo che i lettori dovrebbero avere&lt;/span&gt;. Online è "naturale" prevedere la loro partecipazione: commenti, lettere, forum eccetera. &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Ma dove sta il confine fra i contenuti della redazione e quelli dei lettori?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span id="fullpost"&gt;&lt;br /&gt;Alcune settimane fa, un certo scalpore ha suscitato nella &lt;span style="font-style: italic;"&gt;microsfera online monzese&lt;/span&gt; &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;la decisione del direttore di Monza la città di pubblicare solo i commenti firmati&lt;/span&gt;. In realtà è una decisione assolutamente "normale" poichè tutte le testate (da Repubblica al Corriere) prevedono - prima di inserire commenti e interventi sulle loro pagine - addirittura una registrazione, con tanto di accettazione di termini di utilizzo. Eppure è un dato di fatto che i commenti su quel giornale (che è mio cliente, per chi non lo sapesse) sono notevolmente diminuiti.&lt;br /&gt;Ecco, credo che ci sia un po' di confusione. Innanzitutto fra la natura delle diverse pagine online: un giornale non è un forum, un articolo non è un &lt;span style="font-style: italic;"&gt;post&lt;/span&gt; di un blog. Questa la sostanza. Ma la percezione comune è un'altra, &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;si tende a credere che su internet ognuno può scrivere quel che vuole&lt;/span&gt;, dove vuole e come vuole, senza firmarsi, senza - in qualche modo - assumersene la responsabilità. Pur non avendo condiviso la decisione del direttore, io proprio non credo che le cose stiano così. &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Credo che sia giusto dare spazio, il più possibile, ai lettori ma che vada segnato un confine netto e distinguibile&lt;/span&gt;. Per un motivo principalmente: quello che viene scritto nella &lt;span style="font-style: italic;"&gt;rivista che vorrei&lt;/span&gt; dovrebbe essere frutto di una riflessione collettiva e condivisa, il parere, il commento di un lettore no, non per forza. E perchè mai chi in quella rivista infonde impegno e fatica dovrebbe "ingioiare il rospo" sputato dal primo che arriva?&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Non mi piace chi confonde il rispetto per le idee altrui (magari diverse, finanche opposte) con il "dovere" di pubblicarle.&lt;/span&gt; Se abbiamo un vicino ubriacone e molesto, davvero dovremmo aprirgli la porta e farlo sedere sul nostro divano, altrimenti non siamo democratici?&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3471232792041322602-9001436521775388257?l=ilgiornalechevorrei.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilgiornalechevorrei.blogspot.com/feeds/9001436521775388257/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3471232792041322602&amp;postID=9001436521775388257' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3471232792041322602/posts/default/9001436521775388257'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3471232792041322602/posts/default/9001436521775388257'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilgiornalechevorrei.blogspot.com/2008/01/una-rivista-anche-i-suoi-lettori.html' title='Una rivista è (anche) i suoi lettori'/><author><name>larivistachevorrei</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03243808208251126601</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3471232792041322602.post-7028088253345706649</id><published>2008-01-15T10:59:00.000+01:00</published><updated>2008-01-15T11:02:02.790+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Proposte'/><title type='text'>Non c'è niente da capire</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp3.blogger.com/_T9XYoiiCqkQ/R4yEMTMUc2I/AAAAAAAAADo/LQbAyhcXUP0/s1600-h/aggregatore.gif"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://bp3.blogger.com/_T9XYoiiCqkQ/R4yEMTMUc2I/AAAAAAAAADo/LQbAyhcXUP0/s320/aggregatore.gif" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5155641020277617506" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Per capire meglio l&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;a differenza fra semplice informazione (notizie, cronaca, uffici stampa &lt;span style="font-style: italic;"&gt;travestiti&lt;/span&gt; da giornali...) e approfondimento&lt;/span&gt;, guarda l'immagine qui a lato (se ci clicchi sopra si allarga). È la schermata di &lt;span style="font-style: italic; font-weight: bold;"&gt;un aggregatore di feed&lt;/span&gt;, in pratica chiunque può raggruppare in una sola pagina le più recenti notizie dei siti che frequenta abitualmente. In questo modo non ha bisogno di saltare da un sito all'altro, il risparmio di tempo è enorme. Se un titolo interessa basta passarci su il mouse per leggere l'introduzione, se davvero interessa, si clicca e si va a leggere tutto. &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Io credo che qui a Monza ci siano tanti aggregatori (più o meno riusciti, più o meno efficaci), quel che manca è la pagina su cui andare a finire una volta cliccato&lt;/span&gt;.&lt;span id="fullpost"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3471232792041322602-7028088253345706649?l=ilgiornalechevorrei.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilgiornalechevorrei.blogspot.com/feeds/7028088253345706649/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3471232792041322602&amp;postID=7028088253345706649' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3471232792041322602/posts/default/7028088253345706649'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3471232792041322602/posts/default/7028088253345706649'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilgiornalechevorrei.blogspot.com/2008/01/non-c-niente-da-capire.html' title='Non c&apos;è niente da capire'/><author><name>larivistachevorrei</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03243808208251126601</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp3.blogger.com/_T9XYoiiCqkQ/R4yEMTMUc2I/AAAAAAAAADo/LQbAyhcXUP0/s72-c/aggregatore.gif' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3471232792041322602.post-7328674769345748864</id><published>2008-01-14T12:29:00.000+01:00</published><updated>2008-01-14T17:10:44.251+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Proposte'/><title type='text'>Prima dell'alba, schiariamoci la voce</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp0.blogger.com/_T9XYoiiCqkQ/R4tMmzMUc1I/AAAAAAAAADg/G97RPi6H0mI/s1600-h/good_night1_g.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://bp0.blogger.com/_T9XYoiiCqkQ/R4tMmzMUc1I/AAAAAAAAADg/G97RPi6H0mI/s200/good_night1_g.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5155298427916284754" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Da più parti mi sollecitate per fissare un incontro, per vederci&lt;/span&gt;, incontrarci per parlare a 4, 8, 16, 32... occhi di cosa e come fare. Aspetterei ancora un po'. Ci sono già un buon numero di "adesioni" e questo è molto incoraggiante, ma prima vorrei raccogliere ancora opinioni e proposte, qui. Sulle mie "&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;5 W&lt;/span&gt;" e sull'ipotesi di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;una impostazione (stavolta non solo di finanziamento) simile a quella de lavoce.info&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;span id="fullpost"&gt;&lt;br /&gt;Loro si occupano di economia e politica economica, noi potremmo occuparci anche di molto altro: «[...] &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;cerchiamo di informare e di offrire uno strumento di approfondimento per chi non si accontenta del giudizio sommario e delle parole d'ordine&lt;/span&gt;. Una voce libera e indipendente. Informiamo e, soprattutto, proponiamo analisi indipendenti di fatti e notizie, con lo scopo di offrire un servizio utile a tutti coloro che accettano di misurarsi, senza pregiudizi, su questioni complesse. &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;La nostra ambizione? Essere competenti nella critica, provocatori nei contenuti ed equilibrati nelle proposte&lt;/span&gt;. Vogliamo essere qualcosa che in Italia manca: una testata, che svolga la funzione di "&lt;em&gt;watchdog&lt;/em&gt;", di cane da guardia, &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;che valuti criticamente la politica economica, disinteressandosi dell'uso politico che può essere fatto di ciò che scrive&lt;/span&gt;. È un ruolo ambizioso ma non presuntuoso e, crediamo, importante. Soprattutto in un momento in cui ogni errore tecnico, ogni difetto di progettazione o ritardo ha costi molto elevati per il nostro paese.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3471232792041322602-7328674769345748864?l=ilgiornalechevorrei.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilgiornalechevorrei.blogspot.com/feeds/7328674769345748864/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3471232792041322602&amp;postID=7328674769345748864' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3471232792041322602/posts/default/7328674769345748864'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3471232792041322602/posts/default/7328674769345748864'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilgiornalechevorrei.blogspot.com/2008/01/prima-dellalba-schiriamoci-la-voce.html' title='Prima dell&apos;alba, schiariamoci la voce'/><author><name>larivistachevorrei</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03243808208251126601</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp0.blogger.com/_T9XYoiiCqkQ/R4tMmzMUc1I/AAAAAAAAADg/G97RPi6H0mI/s72-c/good_night1_g.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3471232792041322602.post-2677482170738505400</id><published>2008-01-12T19:35:00.000+01:00</published><updated>2008-01-12T20:17:38.776+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Per esempio'/><title type='text'>La Voce del padrone</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp1.blogger.com/_T9XYoiiCqkQ/R4kJPjMUczI/AAAAAAAAADQ/UgA7dCuz_nU/s1600-h/lavoce.gif"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://bp1.blogger.com/_T9XYoiiCqkQ/R4kJPjMUczI/AAAAAAAAADQ/UgA7dCuz_nU/s320/lavoce.gif" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5154661411251843890" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Come si pagano le spese di un giornale?&lt;/span&gt; Esempi vicini e lontani ce ne sono tanti, dai "&lt;a href="http://www.report.rai.it/R2_popup_articolofoglia/0,7246,243%255E90227,00.html" target="_blank"&gt;fantasmi&lt;/a&gt;" finanziati dallo Stato fino ai &lt;a href="http://www.lanostrasfida.it/" target="_blank"&gt;fogli elettorali&lt;/a&gt;, dai sandwich pubblicitari alle eccezioni come &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;LaVoce.info&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Esemplare&lt;/span&gt; anche per tanti altri aspetti, basta guardare la sezione "&lt;a href="http://www.lavoce.info/lavocepuntoinfo/cosa_vogliamo/" target="_blank"&gt;Cosa vogliamo&lt;/a&gt;" per diventarne ammiratori.&lt;br /&gt;Mettiamo il naso nelle loro tasche.&lt;br /&gt;&lt;span id="fullpost"&gt;&lt;br /&gt;Lavoce.info è online dal 2002 e scoprire come vive è molto semplice, basta leggere &lt;a href="http://www.lavoce.info/articoli/-informazione/pagina2813.html" target="_blank"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;un articolo del luglio 2007&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; in cui si parla del rapporto con la carta stampata, degli obiettivi e delle fonti di finanziamento. È molto interessante, qui di seguito ampi stralci. I grassetti sono miei e chi sta seguendo questo blog ritroverà molti concetti già venuti a galla fra queste righe&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;h3 class="titolo maiuscolo"&gt;&lt;/h3&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Internet, la carta stampata e i nostri 5 anni           03.07.2007  &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[...] In effetti i giornali registrano ovunque, tranne in India e in Cina un calo di lettori, mentre la crescita di internet sembra inarrestabile. Ma è davvero colpa di Internet se i giornali perdono lettori? E può davvero il web sostituire la carta stampata?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Due mezzi complementari &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;La nostra esperienza suggerisce che Internet è molto più complementare alla carta stampata di quanto possa apparire a prima vista. Non serve solo ad offrire informazioni aggiornate in tempo reale. Serve anche ad offrire analisi e commenti supportati da collegamenti ai documenti originali. [...] &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Sempre che il giornale non rinunci mai alla sua funzione primaria di informare&lt;/span&gt;. C’è una deriva pericolosa al giornale tutto commento-poca notizia, per differenziarsi sia da Internet che dalla free press. [...] un sito open source, come il nostro, trova nella carta stampata, nelle radio e nelle televisioni che riprendono i testi apparsi sul sito un ulteriore moltiplicatore che gli permette di raggiungere anche lettori che non fanno regolarmente uso di Internet.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Insomma essere complementari a tutto beneficio dei lettori&lt;/span&gt;, ma questa complementarietà deve essere ricercata attivamente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;E’ più democratico Internet?  &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;C’è un vantaggio di Internet rispetto alla carta stampata: quello di avere costi di gestione molto contenuti e di poter raggiungere una platea vastissima a costo zero. &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Il bilancio di un sito è generalmente molto più basso di quello di un giornale&lt;/span&gt;. [...] Ci può essere più democrazia su Internet. E più libertà di informazione.&lt;br /&gt;Abbiamo in questi cinque anni cercato di beneficiare di questi vantaggi. &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Costruendo un sito diverso dai molti esistenti perché di commento e approfondimento&lt;/span&gt;, più che di aggiornamento sull’attualità on line. Crediamo infatti che il futuro su Internet sia un futuro in cui ci sarà più bisogno di selezionare le tante, forse troppe per certi aspetti, informazioni disponibili fra i milioni di siti accessibili&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;La nostra mission non è cambiata: vogliamo contribuire a migliorare la qualità dell’informazione economica, sfruttando le nostre competenze e la nostra indipendenza&lt;/span&gt;. Ci accorgiamo spesso di come vincolati siano altri mezzi di comunicazione nei loro giudizi e prese di posizione, per calcolo politico o interesse economico. E di come si possa comunque avere sempre il sospetto che la proprietà dei giornali incida sul commento. &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Il vantaggio di un sito operato gratuitamente da docenti universitari è nella sua indipendenza dai condizionamenti della proprietà&lt;/span&gt;. &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Il capitale di rischio de lavoce.info siamo noi stessi.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;[...]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Nuovi obiettivi &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;In cinque anni siamo cresciuti: da poche migliaia di iscritti alla nostra newsletter a oltre 50mila [...]&lt;br /&gt;Si tratta di numeri rilevanti per un’offerta editoriale come questa, anche rispetto a siti in lingua inglese che hanno potenzialmente un pubblico molto più vasto. Sono numeri raggiunti senza alcuna campagna pubblicitaria (non ne abbiamo i mezzi economici), ma grazie al passaparola di chi ci apprezza e alle citazioni che si fanno sempre più numerose sui giornali, in televisione e su altri siti internet. [...]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Chi ci finanzia?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Sin qui lavoce.info si è retta solo sul contributo dei lettori&lt;/span&gt; (che ci hanno dato più di 116.000 euro) &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;e dei redattori che si sono autotassati e hanno destinato al sito i proventi di partecipazione a trasmissioni radiotelevisive ed eventi di vario genere&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;Circa due terzi delle nostre uscite è destinato agli stipendi dei nostri poliedrici collaboratori di redazione che coordinano il lavoro tenendo i rapporti con redattori e collaboratori, con i media e con i lettori. [...] Per i nostri nuovi obiettivi, abbiamo bisogno di un budget di circa 100.000 euro, più di quanto possiamo realisticamente chiedere ogni anno ai nostri lettori. Per questo motivo [...] anche raggiunto accordi per remunerare interventi degli economisti de lavoce.info che loro stessi devolvono automaticamente al sito. Di tutte queste entrate daremo conto, come sempre.&lt;br /&gt;Avremo comunque bisogno - come e più che in passato - dei contributi di voi lettori.&lt;br /&gt;Il 4 luglio 2002 scrivevamo "&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Vogliamo essere competenti nella critica, provocatori nei contenuti ed equilibrati nelle proposte&lt;/span&gt;". La nostra credibilità è la nostra ragione d’essere. [...]&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3471232792041322602-2677482170738505400?l=ilgiornalechevorrei.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilgiornalechevorrei.blogspot.com/feeds/2677482170738505400/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3471232792041322602&amp;postID=2677482170738505400' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3471232792041322602/posts/default/2677482170738505400'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3471232792041322602/posts/default/2677482170738505400'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilgiornalechevorrei.blogspot.com/2008/01/la-voce-del-padrone.html' title='La Voce del padrone'/><author><name>larivistachevorrei</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03243808208251126601</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp1.blogger.com/_T9XYoiiCqkQ/R4kJPjMUczI/AAAAAAAAADQ/UgA7dCuz_nU/s72-c/lavoce.gif' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3471232792041322602.post-5287366469200258207</id><published>2008-01-10T11:15:00.000+01:00</published><updated>2008-01-13T16:26:35.170+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Proposte'/><title type='text'>Le cinque W della rivista che vorrei</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;What / Cosa&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Non una merce da vendere ma uno strumento. Il fine non è fare la rivista ma usare la rivista per analizzare quanto accade (e non accade) in questo territorio. Non fermarsi alla cronaca (cosa accade) ma provare a capire perchè accade, facendo indagine (che non significa intervistare tre quattro persone a caso per strada) e riflessione. Non aver paura di dire la propria, ai lettori viene data la libertà di leggere, pensare, rispondere.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Gli argomenti?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Il territorio&lt;/span&gt;, urbano ed extraurbano;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;le culture&lt;/span&gt;, ovvero la capacità di capire il perchè di quanto accade;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;la cittadinanza&lt;/span&gt;, ovvero i rapporti fra le persone e quanto gli vive intorno: le altre persone, le relazioni e gli istituti che le regolano (Affetti, Lavoro, Rappresentanza, Delega, Comune, Stato, Unione Europea...).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Why / Perchè&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Perchè siamo sazi e disperati, sazi di informazioni e disperati di senso&lt;/span&gt;, sappiamo tutto quel che accade (o che conviene far sapere) e non sappiamo perchè accade. Inghiottiamo parole, immagini, suoni in quantità industriali e le digeriamo per far spazio alle altre immediatamente.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Perchè occorre capire oltre che sapere, altrimenti non si decide e non si incide la realtà&lt;/span&gt;. Cultura, non nozionismo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Who / Chi&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Chi ha voglia, forza, capacità di investire parte del proprio tempo e delle proprie energie&lt;/span&gt;. Scrivendo, fotografando, disegnando, filmando, raccontando. Lavorando in gruppo, partecipando alla gestione in prima persona. Condividendo la propria esperienza senza imporre o subire.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Per chi? per chi non si accontenta della superficie&lt;/span&gt; più o meno luccicante dell'informazione, per chi non si accontenta dell'involucro della realtà. &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Non per una scadenza elettorale ma per una visione civile, attenta alla qualità della vita e dell'ambiente e non solo alle finanze o al potere&lt;/span&gt;. Gli strumenti devono restare strumenti, il senso torni ad essere il fine.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Where / Dove&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Una rivista non è ne' la carta ne' le schermate, sono i contenuti che riesce a produrre ed elaborare&lt;/span&gt;. Li puoi pubblicare dove vuoi e come puoi, ma prima la sostanza, poi la forma, di conseguenza. Un mensile e un indirizzo web, che sappiano essere &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;curati, interessanti ma non noiosi, divertenti ma non stupidi&lt;/span&gt;. Si può fare, si può provare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;When / Quando&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Dopo aver formato un gruppo di persone che si stimano e rispettano, che si riconoscono e che non si impongono a discapito del senso della rivista. L'esperienza dimostra che c'è chi è più portato a dividere che a unire, chi impone invece che condividere. Costoro vanno lasciati a sé perchè dimostrano di non andare da nessuna parte.&lt;br /&gt;Individuare delle regole chiare e condivise, i momenti, i compiti e passare poi all'esecuzione, cercando i fondi e fissando gli obiettivi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alcune ipotesi di finanziamento ci sono, li state proponendo, ma questo viene dopo. Prima i contenuti e le persone con il desiderio. Adesso dimmi che ne pensi, cosa toglieresti? cosa aggiungeresti?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3471232792041322602-5287366469200258207?l=ilgiornalechevorrei.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilgiornalechevorrei.blogspot.com/feeds/5287366469200258207/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3471232792041322602&amp;postID=5287366469200258207' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3471232792041322602/posts/default/5287366469200258207'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3471232792041322602/posts/default/5287366469200258207'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilgiornalechevorrei.blogspot.com/2008/01/le-cinque-w-della-rivista-che-vorrei.html' title='Le cinque W della rivista che vorrei'/><author><name>larivistachevorrei</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03243808208251126601</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3471232792041322602.post-7215215920516206193</id><published>2008-01-10T09:16:00.000+01:00</published><updated>2008-01-10T09:34:46.021+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Proposte'/><title type='text'>Primo: empatia e rete</title><content type='html'>Anche &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Primo Casalini&lt;/span&gt;, il curatore di "&lt;a href="http://www.monzalacitta.it/rubriche/farfalle-nella-rete/" target="_blank"&gt;Farfalle nella rete&lt;/a&gt;" e di "&lt;a href="http://abbracciepopcorn.blogspot.com/" target="_blank"&gt;Abbracci e pop corn&lt;/a&gt;" &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;dice la sua puntando forte sulla rete e su un gruppo affiatato&lt;/span&gt; che sappia anche escludere «perché la gioia massima di alcuni  è vedere fallire il dirimpettaio, ma è inutile muoversi se non si fa così,  il che vuol dire che sono necessarie le esclusioni e le inclusioni».&lt;br /&gt;Nb I grassetti sono miei.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Caro Antonio,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;ho letto con interesse alcuni interventi, in genere condivisibili, riguardo  "Il giornale che vorrei" e per due motivi mi è venuta voglia di dire la mia.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il primo motivo è che sono talmente impegnato in rete che non avrei tempo di  partecipare ad altre iniziative oltre a quelle che svolgo, per ciò stesso  posso scrivere con schiettezza quello che penso, senza nessun riposto  pensiero, e di per sé è una soddisfazione.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il secondo motivo è che l'esperienza di questo ultimo anno mi ha chiarito  nei fatti molte cose che non sapevo e che forse non sono conosciute, credo  quindi che dicendole potrei essere di qualche utilità.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;1. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;Il teorema è la rete, la stampa è un corollario, non viceversa&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;. Sempre  più sarà così, anche se molti non se ne sono ancora accorti. Quindi, se  rivista ha da essere, prima sia rivista in rete, poi su stampa, fra l'altro  costa anche molto meno, ma questo non è comunque il motivo prevalente.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;2. E' preferibile che ci sia un contatore Shinystat (meglio PRO che FREE)  visitabile da chi viene nel sito o blog. Sembra un dettaglio ma non lo è:  &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;parlare di Visite e di Pagine Viste senza contatore aperto non va bene,  toglie credibilità&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;. Se gioco competitivo ha da essere (che è una bella cosa)  si giochi con regole chiare: Visite, Pagine Viste e a che post sono andate  le Visite. Chi viene nel blog deve essere messo in grado  di verificare come  stanno andando le cose. E' una scelta che paga, anche se si fatica a farla,  ma non facendola si inquina tutto il resto. Il gioco è competitivo perché è  come le medicine nella testa dei medici, che ce ne sono al massimo ottanta:  una medicina che entra allontana una che esce, se un sito o blog viene  visitato significa che un altro non lo è più (a parte la crescita della  torta che aiuta, ma per la persona singola è così). So che questo  ragionamento della competitività ripugna a molti, ma bisogna pur darlo, un  motivo perché vadano a leggere la rivista in rete, e l'unico motivo che vedo  è che il visitatore ne tragga valore aggiunto: le visite non arrivano da  sole, vanno conquistate. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;Non è una banalità, perché spesso si presume che  per il solo motivo che hai scritto qualcuno ti legga&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;. Ciò significa qualità:  c'è chi riesce a darla chi no, chi si pone continuamente il problema, chi lo  ignora, forse perché gli conviene ignorarlo. E' meglio non fare finta che  questi problemi non ci siano.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;3. Ho letto che dovrebbe essere una rivista on line che riguardi Monza e non  la Brianza. Questo mi ha fatto venire in mente l'antico Dazio. In rete, per  fortuna, palizzate non ci sono, il che non vuol certo dire che non bisogna  essere specifici e concreti, ma se si scrive qualcosa sugli affreschi degli  Zavattari, sull'Autodromo, sulla Villa Reale, va scritto come se lo leggesse  uno statunitense o uno spagnolo, altro che Brianza! Difatti arrivano, e con  richieste mirate. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;Va evitato un cosmopolitismo generico e senza radici, ma  soprattutto vanno evitate le batracomiomachie localistiche di basso conio&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;  che ogni tanto succedono. Lo sappiamo tutti che ci sono e quelle sotterranee  sono le peggiori.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;4. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;In Brianza esistono almeno dieci validi blog&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt; con buone visite. E' meglio  sentire la loro opinione e conoscere l'ottimo lavoro che stanno facendo. Il  loro parere può esservi utile perché intessuto di esperienza misurata sul  campo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;5. La discussione fittizia è: sito o blog? Sono solo due modalità di  software diverse (software realizzato ad hoc o software predisposto), quello  che conta è ciò che si vuol fare ed un blog di oggi (Blogger o Splinder, ad  esempio) basta ed avanza alle vostre esigenze  e sempre di più sarà in  futuro: costa molto meno, è più facilmente agibile, pure più friendly, che è  importante.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;6. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;Basterebbe che un piccolo gruppo (cinque/dieci persone, non di più) di  gente a livello partisse con un progetto condiviso e con una situazione di  stima e di empatia fra le persone&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;, ognuna delle quali si deve attenere al  filo rosso delle cose che sa, ma è qui che nasce il problema, perché a forza  di discutere si finisce col dentro tutti,  todos caballeros. Mentre sono  essenziali il rispetto di una soglia di qualità nella scrittura, una  dialettica però di tipo empatico, e soprattutto il senso di un progetto  comune. Altrimenti, come dice un mio amico, in pochi mesi finisce a  pietrate. Questo è il punto più difficile, perché la gioia massima di alcuni  è vedere fallire il dirimpettaio, ma è inutile muoversi se non si fa così,  il che vuol dire che sono necessarie le esclusioni e le inclusioni: sorgono  due, tre, quattro riviste in rete? Nessun problema, chi ha più filo tesserà  la tela, gli altri smetteranno. Il Festivaletteratura di Mantova è nato da  qualche chiacchierata serotina di nove amici, ed adesso arrivano da tutto il  mondo, proprio perché c'era un progetto comune che si basava su una empatia  intelligente.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;7. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;Sarebbe quindi utile costituire un multiblog&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;, cioè un blog in cui ci  siano diversi contributori autonomi (guest), non uno solo che pubblica i  suoi post e gli altri commentano. Noi con "Abbracci e pop corn" in questi  dieci mesi abbiamo seguito questa strada, che è semplice ma anche difficile  e ne siamo soddisfatti, sia come rapporto personale fra i vari guest sia  come numero di Visite e Pagine viste: il record Visite è 385 (3 gennaio), il  record Pagine Viste è 1211 (2 gennaio), il rank è 16. Scusate la  numerologia, ma i blog si pesano.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;8. Ho scelto la chiarezza col rischio di parere brutale e saccente, ma qui a  Monza lo spazio per una ottima rivista in rete c'è, solo che bisogna  coglierlo sapendo e rispettando le regole, e con i birignao si perde tempo e  non si va da nessuna parte. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;Occorre innescare un circolo virtuoso di un  gruppo non grande, qualificato, sintonizzato e curioso.  Dimenticavo: uomini  e donne, è indispensabile.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;grazie per lo spazio&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Primo Casalini&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;Che dire? Primo ha le idee chiare, forse più di me che ancora non sono così sicuro che ci sia la rete prima di tutto. Condivido quasi tutto ma una più delle altre, &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;la necessità di formare un gruppo di lavoro che sappia elaborare collettivamente il percorso della rivista, individuare i temi, sviscerarli ed esporli mettendosi a confronto con i lettori, apertamente&lt;/span&gt;. La gestione non può essere riservata ad una sola persona e neanche a troppe. Le perplessità invece le ho per quel che riguarda l'idea di "multiblog" dove ognuno va per conto suo, massima indipendenza e rispetto reciproco mantenendosi però su un sentiero comune e condiviso, sennò si fa un magazine. Grazie Primo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3471232792041322602-7215215920516206193?l=ilgiornalechevorrei.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilgiornalechevorrei.blogspot.com/feeds/7215215920516206193/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3471232792041322602&amp;postID=7215215920516206193' title='9 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3471232792041322602/posts/default/7215215920516206193'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3471232792041322602/posts/default/7215215920516206193'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilgiornalechevorrei.blogspot.com/2008/01/primo-empatia-e-rete.html' title='Primo: empatia e rete'/><author><name>larivistachevorrei</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03243808208251126601</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>9</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3471232792041322602.post-93312048623768701</id><published>2008-01-09T19:39:00.000+01:00</published><updated>2008-01-09T19:52:08.615+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Proposte'/><title type='text'>Il territorio e chi tenta di difenderlo</title><content type='html'>La voce gira, il passaparola funziona. Così &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Alfio Sironi&lt;/span&gt; accoglie l'invito e sul &lt;a href="http://alfiosironi.wordpress.com/" target="_blank"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;suo blog&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; rilancia il mio appello. Ecco parte del suo intervento.&lt;br /&gt;Nb I grassetti sono miei.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt; Il progetto non è male: di editoria non ne so nulla, immagino solo a fatica cosa comporti mettere in piedi una “rivista” o simili, per questo vorrei attenermi alla realtà a me più vicina. Come commentatore dilettante, come cittadino, come studente e come mezzo-articolista posso dire che &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;la creazione di una rivista di approfondimento mi sembra un’idea valida se pensata all’interno di un contesto sinergico e se ispirata ad alti valori&lt;/span&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt; Nel monzese e in Brianza ci sono moltissime testate on-line, quotidiani, giornali, ma tutti si limitano alla cronaca, gli esempi di grande tendenza sembrano i celebri “Metro” e “City”: notizie leggere, brevi, facilmente appetibili, approccio rigorosamente comportamentista, descrizione dell’evidente, punto e stop. Questo mal si concilia con le tematiche ambientali/territoriali che, mai come ora, chiedono una riflessione - pensiero e ripensamento - un’analisi critica. Se proprio si volesse una nuova rivista, &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;essa dovrebbe rappresentare uno spazio dedicato all’analisi accurata dei problemi, alla riflessione sulle tematiche che meritano qualche minuto del nostro tempo, prezioso e sempre di meno&lt;/span&gt;. Una rivista di questo tipo, inoltre, si proporrebbe come strumento coerentemente inseribile nel progetto auspicato dall’&lt;a href="http://www.parchivimercatese.brianzaest.it/" target="_blank"&gt;Associazione Parchi del Vimercatese&lt;/a&gt; riguardo la possibilità di formare un coordinamento territoriale tra le diverse associazioni che si occupano di ambiente, paesaggio e cultura locale. Porprio Pino Timpani – presidente della suddetta associazione - ha più volte sottolineato l’importanza di unirsi e condurre un’azione sinergica, in modo tale da acquisire una certa rilevanza politica e contrastare più efficacemente quel partito del cemento che lavora a tempo pieno, spesso senza scrupoli e senza perizia.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; In un simile quadro di unione, la rivista diverrebbe un utile collante per l’azione delle varie associazioni e non solo, uno strumento di condivisione e costruzione, uno spazio di discussione aperto agli stimoli esterni&lt;/span&gt;.  Come per ogni progetto è facile parlare a priori e dare sfoggio alle proprie ambizioni e velleità, le variabili da discutere sono molteplici (modi, tempi, forme, linee editoriali), le difficoltà sono innumerevoli, ma mi pare che nell’ambiente ci siano esperienza, uomini e menti tali da poterci provare, anche con margini di ragionevolezza.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt; Che posso dire? Da principiante - appassionato sarei ben lieto di poter prestare il mio piccolo contributo.&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;Ringrazio Alfio per l'attenzione che presta a questa discussione. &lt;a href="http://ilgiornalechevorrei.blogspot.com/2008/01/di-cosa-parla-una-rivista.html" target="_blank"&gt;Come scrivevo&lt;/a&gt;, penso che sia proprio il territorio uno dei principali argomenti che la &lt;span style="font-style: italic;"&gt;mia rivista ideale&lt;/span&gt; dovrebbe affrontare. Se nella discussione fossero coinvolte le associazioni e le persone che in quel settore sono attive penso che sarebbe un'ottima opportunità. Parliamone. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3471232792041322602-93312048623768701?l=ilgiornalechevorrei.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilgiornalechevorrei.blogspot.com/feeds/93312048623768701/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3471232792041322602&amp;postID=93312048623768701' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3471232792041322602/posts/default/93312048623768701'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3471232792041322602/posts/default/93312048623768701'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilgiornalechevorrei.blogspot.com/2008/01/il-territorio-e-chi-tenta-di-difenderlo.html' title='Il territorio e chi tenta di difenderlo'/><author><name>larivistachevorrei</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03243808208251126601</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3471232792041322602.post-8934778995361114345</id><published>2008-01-09T15:30:00.000+01:00</published><updated>2008-01-09T15:43:03.563+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Proposte'/><title type='text'>La gente pensa, ragiona e risponde.</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp1.blogger.com/_T9XYoiiCqkQ/R4TcAzMUcyI/AAAAAAAAADI/QstbYYBtkZ4/s1600-h/good-night-and-good-luck.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://bp1.blogger.com/_T9XYoiiCqkQ/R4TcAzMUcyI/AAAAAAAAADI/QstbYYBtkZ4/s320/good-night-and-good-luck.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5153485779918680866" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Pasquale Cicchetti&lt;/span&gt; (Oneiros) è uno studente di cinema neolaureato conosciuto sulle pagine di Monza la città; per me una sorpresa molto positiva. Ha accolto l'invito e ha commentato &lt;a href="http://ilgiornalechevorrei.blogspot.com/2007/12/il-giornale-che-vorrei.html" target="_blank"&gt;il mio appello&lt;/a&gt;. Trovo il suo intervento molto interessante, quindi lo metto qui in evidenza.&lt;br /&gt;Come al solito, i grassetti sono miei.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Per prima cosa, credo sia onesto precisare che sono l'ultimo arrivato. Alle mie spalle non c'è né mestiere, né esperienza, né militanza, se escludiamo i cinque anni spesi nella trincea liceale di piazza Trento e Trieste. Perciò prendi le mie considerazioni per quello che sono: opinioni buttate giù ascoltando Joan Baez.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il giornale che vorrei assomiglia molto a quello che descrivi tu, anche se probabilmente la mia immaginazione grafica è meno precisa: con qualche coloritura pastello, à la Linus dei primi anni, per capirci. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Terrei quindi come riferimento &lt;a href="http://ilgiornalechevorrei.blogspot.com/2008/01/una-rivista-cinque-punte.html" target="_blank"&gt;i cinque punti di Vittone&lt;/a&gt;, per quanto la sua idea dell'imparziale concerto dei savi mi convinca poco: come tu stesso hai scritto domenica, la politica è uno strumento con cui affrontare argomenti, e - aggiungo io - decodificarli, farne problema, riconoscerne le matrici sociali e culturali. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Un lavoro di questo tipo si pone fuori dal problema dell'equa ripartizione delle teste, soprattutto se - sono molto d'accordo con te su questo punto - consideriamo la realtà dei network sociali per come si sono sviluppati oggi. &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;L'idea di dover sempre opporre il nero al rosso e il rosso al nero, &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;i style="font-style: italic; font-weight: bold;"&gt;altrimenti si plagia la gente&lt;/i&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;, mi ha stancato&lt;/span&gt;. &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;La gente pensa, ragiona: oggi può anche prendere parola e rispondere.&lt;/span&gt; L'emancipazione dei media passa anche da qui, non credi?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Metterei quindi da parte tutto il filone del discorso che guarda alla forma quotidiano, le cui analisi - condivisibili - tirano verso un'area di professionalismo e di cronaca quotidiana che rispetto, ma che sono altra cosa da quello che stiamo discutendo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Terrei buona invece l'osservazione di Mojoli: &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;qualla di fare rete, oggi, è una&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;b style="font-style: italic;"&gt;necessità&lt;/b&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;. Lo impone, per così dire, l'organizzazione spaziale del sistema. Certo, occorre prima crearsi un'identità riconoscibile, una ragione: e qui recuperiamo le tre domande di Arcari, che riformulo così: &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;quale identità dare a questa rivista?&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;La questione rimane aperta. Probabilmente, dovrebbe rispondere chi conosce questa terra e la sua gente meglio del sottoscritto. Ma non voglio essere vigliacco, per cui mi butto: &lt;/span&gt;&lt;i style="font-style: italic; font-weight: bold;"&gt;io&lt;/i&gt;&lt;span style="font-style: italic; font-weight: bold;"&gt; vorrei leggere una rivista sferzante, lucida, acuta, capace di leggere la realtà applicandole paradigmi culturali moderni, consapevolmente europea, aperta al dibattito e alla critica. Niente cronaca e niente politica da conferenza stampa, ma l'occhio attento alla società civile, se ancora esiste.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Ben vengano quindi gli interventi autorevoli, purché dibattuti e non semplicemente accolti. Anche sulla redazione stabile sarei d'accordo, ma sulle implicazioni finanziarie di queste scelte sono poco competente, e mi fermo.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3471232792041322602-8934778995361114345?l=ilgiornalechevorrei.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilgiornalechevorrei.blogspot.com/feeds/8934778995361114345/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3471232792041322602&amp;postID=8934778995361114345' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3471232792041322602/posts/default/8934778995361114345'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3471232792041322602/posts/default/8934778995361114345'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilgiornalechevorrei.blogspot.com/2008/01/la-gente-pensa-ragiona-e-risponde.html' title='La gente pensa, ragiona e risponde.'/><author><name>larivistachevorrei</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03243808208251126601</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp1.blogger.com/_T9XYoiiCqkQ/R4TcAzMUcyI/AAAAAAAAADI/QstbYYBtkZ4/s72-c/good-night-and-good-luck.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3471232792041322602.post-5127277275776116409</id><published>2008-01-09T09:58:00.001+01:00</published><updated>2008-01-09T15:43:40.789+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Proposte'/><title type='text'>L'uovo di Colombo</title><content type='html'>L'umorismo di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Alberto Colombo&lt;/span&gt; è delizioso. Ricordo anni fa uno scambio di battute sulla mailing list di &lt;a href="http://www.domeus.it/circles/monza" target="_blank"&gt;Domeus&lt;/a&gt; a proposito delle ragazze con la pancia e tutto il resto in bella vista. Ecco cosa scrive in risposta alle mie sollecitazioni:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;ma siamo proprio sicuri&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;che vogliamo un giornale?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;perché non una radio locale,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;24 ore di musica&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;interrotte da due notiziari,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;oppure legata a un network come radiopop o simili?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;e se poi funziona,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;dopo qualche anno,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;una televisione vera&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;con le ragazzette oh yè!&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3471232792041322602-5127277275776116409?l=ilgiornalechevorrei.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilgiornalechevorrei.blogspot.com/feeds/5127277275776116409/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3471232792041322602&amp;postID=5127277275776116409' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3471232792041322602/posts/default/5127277275776116409'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3471232792041322602/posts/default/5127277275776116409'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilgiornalechevorrei.blogspot.com/2008/01/luovo-di-colombo.html' title='L&apos;uovo di Colombo'/><author><name>larivistachevorrei</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03243808208251126601</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3471232792041322602.post-4691984137258628540</id><published>2008-01-09T09:20:00.000+01:00</published><updated>2008-01-09T15:02:51.891+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Storia'/><title type='text'>Un salto in edicola</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp1.blogger.com/_T9XYoiiCqkQ/R4SGFzMUcxI/AAAAAAAAADA/op3MbLg15yI/s1600-h/giornale-monza.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://bp1.blogger.com/_T9XYoiiCqkQ/R4SGFzMUcxI/AAAAAAAAADA/op3MbLg15yI/s320/giornale-monza.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5153391307818038034" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Nei giorni scorsi abbiamo visto quel che a Monza si è fatto in passato (e si fa) per l'informazione in area Centrosinista con l'&lt;a href="http://ilgiornalechevorrei.blogspot.com/2007/12/undici-anni-fa.html" target="_blank"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Arengario&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; e con &lt;a href="http://ilgiornalechevorrei.blogspot.com/2007/12/ieri-era-domani.html" target="_blank"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Domani&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;. Giornali gratuiti che non vengono più stampati da molto tempo. Per capire cosa c'è invece in edicola attualmente ci viene in aiuto lo stesso &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Carlo Arcari&lt;/span&gt; con un divertente (e per certi versi inquietante) ritratto dei giornali "storici" monzesi pubblicato sulla &lt;a href="http://domeus.it/message/read.jsp;jsessionid=B5A53C704AFE25911C08FED76449BCA6;dom19?scroll=true&amp;amp;gid=55030&amp;amp;mid=32889575" target="_blank"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;mailing list Monza Domeus&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://www.forummonza.info/" target="_blank"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; che riporto in parte qui sotto. Arcari, infine, &lt;a href="http://ilgiornalechevorrei.blogspot.com/2008/01/giornalismo-senza-ammmore.html#c3068696926085469704"&gt;torna sui suoi passi&lt;/a&gt; e non si ritira dalla &lt;span style="font-style: italic;"&gt;nostra&lt;/span&gt; discussione, rilanciando le sue tre domande riguardo la mia ipotesi di una nuova rivista: perché? per ottenere cosa? per chi?&lt;br /&gt;Le mie tre risposte le scrivo nel prossimo post, aspetto le tue, a queste e a tutte le altre domande. Che aspetti?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nb i grassetti sono miei&lt;br /&gt;&lt;p&gt;[...] &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Analizziamo sommariamente i tre periodici: &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;il Cittadino, l'Esagono e Il Giornale di Monza&lt;/span&gt;. Il primo nato un secolo fa ha conservato e forse accentuato nel tempo e i contenuti di un settimanale che guarda alla realtà &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;con lo sguardo di un parroco di campagna&lt;/span&gt;. Oggi la sua identità è quella di un periodico diocesiano che riporta le notizie provenienti da una comunità ecclesiale e il livello dei commenti del suo direttore è quello di una soporifera predica domenicale. &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Il secondo è uno storico settimanale sportivo&lt;/span&gt; brianzolo nato negli anni 60. Lo zoccolo duro dei suoi lettori è interessato soprattutto alle notizie che provengono dal mondo dell'agonismo locale e il recente rilancio (affidato a un direttore come Marco Pirola che vi ha riversato la sua esperienza di cronista politico) ne ha fatto un mezzo che fatica ancora a trovare una forma precisa. Alla tradizionale sezione sportiva del giornale egli ha aggiunto un "primo piano" di gossip politico monzese (soprattutto di centrodestra) e un ricco, ma dispersivo notiziario locale. &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Il terzo settimanale ha fatto invece da sempre la scelta della cronaca nera&lt;/span&gt; per raccontare la realtà monzese, il suo notiziario è quasi totalmente costituito da questo tipo di notizie e lo spazio di commento è praticamente inesistente. Complessivamente l'immagine riflessa della realtà monzese e brianzola da questi tre mezzi è "vecchia", nel senso di "datata", molto parziale e di basso profilo. Non c'è dibattito, non c'è analisi, non c'è confronto di idee e commento. Soprattutto non c'è inchiesta che spieghi al lettore cosa sono questa città e la sua società. Se uno straniero (italiano intendo) li dovesse leggere per farsi un'idea della Monza o della Brianza, che tipo di opinione si farebbe di questa città e di questo territorio? Certo molto lontana dalla realtà. C'è spazio dunque per un mezzo di informazione e comunicazione nuovo, che dia le notizie che questi giornali non danno e non daranno mai perché non le riconoscono come tali, che offra ai lettori un dibattito sull'attualità che oggi non fa nessuno e che proponga un commento diverso nel linguaggio e nei contenuti da quello che oggi passa il convento, anzi la parrocchia, del Cittadino. Ad assumere questa mission non può essere che l'espressione "professionale" di quella parte sociale e politica di città che è cosciente della realtà di cui sopra, che sente l'esigenza anzi l'obbligo (pena il rassegnarsi a vivere altri dieci anni governati dalla parrocchietta leghista oggi al potere) di esprimere una diversa visione del futuro di Monza e della Brianza. Ma quale visione?  Ecco il punto sul quale bisognerebbe discutere seriamente e che invece tutti scantonano, cominciando uno a discutere della forma del giornale da fare, l'altro delle idee che dovranno avere in comune i futuri redattori, l'altro del cosa non vogliamo essere, ecc. Io che invece sono convinto del fatto che un giornale (o rivista) è prima di tutto un mezzo e non un fine, ho proposto di cominciare a discutere partendo da queste tre domande: perché? per ottenere cosa? per chi? Nessuno per ora ha risposto, ma senza queste risposte, temo, non si andrà da nessuna parte o si farà poca strada. Come è sempre puntualmente avvenuto finora. In conclusione a mio avviso gli elementi fondamentali che bisogna definire e condividere tra i cittadini della "Città Possibile" che si vogliono dare uno strumento di comunicazione all’altezza della sfida e affrontare questa impresa con un minimo di possibilità di riuscita, sono: 1) obiettivi (culturali e politici), pubblico (lettori, società), risorse (economiche e professionali). Il progetto editoriale, come la musica nelle opere, verrà.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3471232792041322602-4691984137258628540?l=ilgiornalechevorrei.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilgiornalechevorrei.blogspot.com/feeds/4691984137258628540/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3471232792041322602&amp;postID=4691984137258628540' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3471232792041322602/posts/default/4691984137258628540'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3471232792041322602/posts/default/4691984137258628540'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilgiornalechevorrei.blogspot.com/2008/01/un-salto-in-edicola.html' title='Un salto in edicola'/><author><name>larivistachevorrei</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03243808208251126601</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp1.blogger.com/_T9XYoiiCqkQ/R4SGFzMUcxI/AAAAAAAAADA/op3MbLg15yI/s72-c/giornale-monza.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3471232792041322602.post-6391771566271110636</id><published>2008-01-07T17:24:00.000+01:00</published><updated>2008-01-07T17:43:42.586+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Per esempio'/><title type='text'>Le donne di Casablanca</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp2.blogger.com/_T9XYoiiCqkQ/R4JTZjMUcwI/AAAAAAAAAC4/gdwEzA3iXNo/s1600-h/casablanca.png"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://bp2.blogger.com/_T9XYoiiCqkQ/R4JTZjMUcwI/AAAAAAAAAC4/gdwEzA3iXNo/s320/casablanca.png" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5152772622074016514" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;A Catania c'è "&lt;/span&gt;&lt;a style="font-weight: bold;" href="http://www.lesiciliane.org/casablanca/" target="_blank"&gt;Casablanca&lt;/a&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;"&lt;/span&gt;. Lo scopro oggi. Lo gestiscono in prevalenza delle donne (e già questa è una gran bella notizia) e si presenta così:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«&lt;strong&gt;un'iniziativa editoriale al femminile&lt;/strong&gt;, non preclusa alla collaborazione degli uomini, che possono anche svolgere incarichi di rilievo all'interno della struttura, ma caratterizzata da una partecipazione maggioritaria di donne, con l'inclinazione e la sensibilità che ne consegue;&lt;br /&gt;•  &lt;strong&gt;un'iniziativa libera anche negli strumenti &lt;/strong&gt;: il “lavoro di cucina” (cioè la lavorazione dei prodotti editoriali) si svolge appoggiandosi esclusivamente sul software libero, principalmente su sistemi GNU/Linux. Questo sia per ragioni tecniche (il software libero è ritenuto più affidabile di quello commerciale), sia perché si segue la filosofia della condivisione delle idee e della conoscenza;&lt;br /&gt;•  &lt;strong&gt;un'iniziativa con una forte carica etica &lt;/strong&gt;: l'idea di lanciare un'iniziativa d'avanguardia in un territorio come la Sicilia e Catania in particolare non è casuale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.lesiciliane.org/casablanca/spip.php?rubrique3" target="_blank"&gt;Scarichiamo la rivista&lt;/a&gt; (tutti i numeri sono disponibili gratis in pdf) e vediamo di imparare qualcosa anche oggi. Basterebbe anche solo questa frase di Giuseppe Fava: «&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;A che serve vivere, se non c’è il coraggio di lottare?&lt;/span&gt;»&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3471232792041322602-6391771566271110636?l=ilgiornalechevorrei.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilgiornalechevorrei.blogspot.com/feeds/6391771566271110636/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3471232792041322602&amp;postID=6391771566271110636' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3471232792041322602/posts/default/6391771566271110636'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3471232792041322602/posts/default/6391771566271110636'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilgiornalechevorrei.blogspot.com/2008/01/le-donne-di-casablanca.html' title='Le donne di Casablanca'/><author><name>larivistachevorrei</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03243808208251126601</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp2.blogger.com/_T9XYoiiCqkQ/R4JTZjMUcwI/AAAAAAAAAC4/gdwEzA3iXNo/s72-c/casablanca.png' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3471232792041322602.post-2409324807015209779</id><published>2008-01-06T23:33:00.000+01:00</published><updated>2008-01-07T17:45:51.537+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Proposte'/><title type='text'>Di cosa parla una rivista?</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Di che cosa dovrebbe parlare la nostra ipotetica rivista?&lt;/span&gt; Probabilmente è più facile dire di cosa non dovrebbe, &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;un paio di argomenti da evitare facili da individuare sono la cronachetta&lt;/span&gt; innanzitutto (cioè il rumore di fondo quotidiano che riempie giornali e tivù rincorrendo finte emergenze per nascondere le questioni reali e importanti) &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;e la &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic; font-weight: bold;"&gt;politica&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; &lt;span style="font-style: italic;"&gt;delle conferenze stampa&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;, quei monologhi di personaggi di dubbio spessore culturale e morale riportati dai giornalisti-zerbino, che è poi &lt;span style="font-style: italic;"&gt;la politica tout court&lt;/span&gt; per come viene intesa comunemente dagli uffici stampa travestiti da giornali. &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;La politica non è un &lt;span style="font-style: italic;"&gt;argomento&lt;/span&gt;, è uno strumento con cui si dovrebbero affrontare degli &lt;span style="font-style: italic;"&gt;argomenti&lt;/span&gt;, o sbaglio?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Proviamo ad elencare invece i campi di azione. Ne propongo tre, per ora:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Territorio&lt;/span&gt;, ovvero della prima e più importante delle risorse irriproducibili, altro che petrolio! Quello ipercementificato di Monza e quel che resta da difendere. Magari con un occhio a quello che altrove, vicino e lontano, fanno per non distruggerlo e per valorizzarlo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Culture&lt;/span&gt;. Cioè della capacità degli uomini di comprendere perchè le cose accadono, scavando oltre la cronologia degli avvenimenti. La cronaca mangia se stessa, la cultura genera cultura.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Cittadinanza&lt;/span&gt;. Ovvero del rapporto dei singoli con quanto gli sta intorno: altri singoli, entità collettive, altri paesi, l'Europa. Chi e come vive la città, da dove viene e dove va.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A me sembra già tantissimo ma sono sicuro che tu che leggi saprai segnalare molto altro ancora, tanti altri orizzonti che sui giornali che trovi in circolazione vengono affrontati senza andare in profondità o non vengono affrontati proprio. &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Scrivi, parliamone&lt;/span&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3471232792041322602-2409324807015209779?l=ilgiornalechevorrei.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilgiornalechevorrei.blogspot.com/feeds/2409324807015209779/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3471232792041322602&amp;postID=2409324807015209779' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3471232792041322602/posts/default/2409324807015209779'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3471232792041322602/posts/default/2409324807015209779'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilgiornalechevorrei.blogspot.com/2008/01/di-cosa-parla-una-rivista.html' title='Di cosa parla una rivista?'/><author><name>larivistachevorrei</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03243808208251126601</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3471232792041322602.post-8986296805741175770</id><published>2008-01-04T13:43:00.000+01:00</published><updated>2008-01-07T17:45:51.537+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Proposte'/><title type='text'>Una rivista a cinque punti</title><content type='html'>&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Carlo Vittone&lt;/span&gt;, docente e micro-editore, accoglie l'invito ed espone il suo punto di vista, anzi i suoi 5 punti di vista.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;Caro Antonio, non è che l'argomento, detto con  franchezza, mi attizzi più di tanto. Però, se ciò dovesse succedere, vorrei  fissare alcuni paletti che ritengo necessari&lt;/div&gt; &lt;div&gt;1) &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;un nuovo periodico di informazione a Monza mi  sembra perlomeno ridondante&lt;/span&gt;. Vorrei ricordare che allo stato attuale esistono  già un quotidiano con tre pagine giornaliere, tre settimanali (o bisettimanali),  almeno tre siti on line di notizie e commenti, più altre pubblicazioni più o  meno periodiche. Insomma: informati lo siamo. &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Manca invece uno strumento di  riflessione, indagine e commento più ampio e meno contingente&lt;/span&gt;, sul modello  (orribile parolaccia) di una &lt;em&gt;rivista.&lt;/em&gt; Con frequenza bi- o trimestrale e  alla quale chiamare a collaborare le meglio teste della zona (non sono poi  tante, quindi si fa in fretta)&lt;/div&gt; &lt;div&gt;2) Se rivista dev'essere,  &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;che essa  &lt;/span&gt;&lt;em style="font-weight: bold;"&gt;non&lt;/em&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; sia targata politicamente&lt;/span&gt; e meno che mai a sinistra. Siccome ho  parlato di "meglio teste" ritengo che le stesse siano equamente distribuite  negli schieramenti. Interessante potrebbe essere un confronto a più voci su  diversi temi, oppure interviste e interventi firmati con unica disciminante la  competenza e l'acutezza di pensiero.&lt;/div&gt; &lt;div&gt;3) &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Lasciamo perdere la Brianza e parliamo (anche se  non solo) di Monza&lt;/span&gt;. Potrà anche capitare di farlo in chiave "brianzola", ma le  poche forze convogliabili su un simile progetto suggeriscono umiltà e senso del  limite: io, quando arrivo a Villasanta già mi sento all'estero...&lt;/div&gt; &lt;div&gt;4) Nessun professionismo, sono d'accordo. Ma col  solo "ammore" non si va molto lontano. Diciamo che servirebbe un piano  finanziario e soprattutto pubblicitario adeguato. Ma occorreranno anche un po'  di "soldini" e non solo il "cuore"&lt;/div&gt; &lt;div&gt;5) Poi ti occorrerà un editore. O no? &lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sul primo punto mi pare di aver già scritto, sono perfettamente d'accordo.&lt;br /&gt;Sul 2 c'è da capire. Io non sono fra quelli che dividono il mondo fra Centrodestra e Centrosinistra, però ho difficoltà a confondere chi crede che il 4 novembre si possa rendere onore ai caduti per la libertà e quelli che pensano di inchinarsi davanti ad un fascista &lt;/span&gt;senza fare una piega&lt;span style="font-style: italic;"&gt;. E questo prima o poi c'entra, certo che c'entra.&lt;br /&gt;Il territorio di riferimento io lo vedo sempre e solo come un punto di partenza per discutere e capire il futuro, senza rinchiudersi entro le mura (detto da uno nato ad Altamura poi...) e senza perdersi dietro l'esotismo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Sul 4 e 5, le forme di finanziamento possibili non sono molte ma l'investimento in prima persona (di energia e impegno più che di soldi) è imprescindibile.&lt;br /&gt;E tu che leggi non dici nulla?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3471232792041322602-8986296805741175770?l=ilgiornalechevorrei.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilgiornalechevorrei.blogspot.com/feeds/8986296805741175770/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3471232792041322602&amp;postID=8986296805741175770' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3471232792041322602/posts/default/8986296805741175770'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3471232792041322602/posts/default/8986296805741175770'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilgiornalechevorrei.blogspot.com/2008/01/una-rivista-cinque-punte.html' title='Una rivista a cinque punti'/><author><name>larivistachevorrei</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03243808208251126601</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3471232792041322602.post-3062596422163883585</id><published>2008-01-02T18:24:00.000+01:00</published><updated>2008-01-07T17:53:10.238+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Opinioni a riguardo'/><title type='text'>Quel che non ha prezzo.</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp3.blogger.com/_T9XYoiiCqkQ/R3vMDjMUcvI/AAAAAAAAACs/jgjljtwhi0s/s1600-h/de-biase.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://bp3.blogger.com/_T9XYoiiCqkQ/R3vMDjMUcvI/AAAAAAAAACs/jgjljtwhi0s/s320/de-biase.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5150934960186880754" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;È capitato che parlando dell'idea di creare una rivista a Monza con i giornalisti di "professione", appena pronunciata la parola magica "volontariato" il dialogo sia diventato un monologo. Capisco che ogni mestiere è mestiere e vada retribuito (chi lo mette in dubbio?), altra cosa è la possibilità di ragionare su un bene "sensibile" come l'informazione senza scartare a priori l'ipotesi di lavorarci contribuendo, investendo del proprio. &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;O ci metti il grano o ci metti il lavoro se vuoi che lo strumento sia anche tuo&lt;/span&gt;. &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Altrimenti lavori per altri e &lt;span style="font-style: italic;"&gt;quegli&lt;/span&gt; altri hanno tutto il diritto di decidere quel che vogliono&lt;/span&gt;: &lt;span style="font-style: italic;"&gt;loro&lt;/span&gt; investono, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;loro&lt;/span&gt; decidono.&lt;br /&gt;&lt;p&gt;Confondere poi il gratuito con il velleitarismo mi sembra, nel 2008, davvero un errore di miopia, soprattutto se si sta discutendo utilizzando una piattaforma come Blogger. Che è gratuita.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Il gratuito e la ricerca della felicità, ovvero la soddisfazione di fare qualcosa non solo per ricavarne denaro ma per dare un senso condiviso al proprio operare&lt;/span&gt;, non sono una mia ingenua chiave di lettura. Ecco un passaggio di &lt;a href="http://blog.debiase.com/" target="_blank"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Luca De Biase&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; in proposito. Egli è il curatore di Nova24, il supplemento scienza, tecnologia e innovazione del Sole 24 ore. Notoriamente giornale di giovinastri velleitari.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;NB I grassetti sono miei.&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="font-style: italic;"&gt;&lt;b&gt;3. Il gratuito e la qualità&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;[...] Le nuove ricerche economiche stanno dimostrando che la crescita non è sempre ciò che rende felici le popolazioni e che anzi avviene a scapito di quello che rende felici: sostituisce le relazioni di fiducia, le amicizie, le solidarietà con altre relazioni basate sulla moneta e l'interesse. &lt;/p&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;p style="font-style: italic;"&gt; La dimensione del gratuito è invece enormentemente importante. &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Una volta superata la soglia della sopravvivenza, la qualità della vita dipende essenzialmente da cose gratuite.&lt;/span&gt; Che non sono solo oggetti che non costano nulla, anzi. Il gratuito è anche - e spesso soprattutto - un attributo di beni e relazioni che invece possono avere anche un prezzo: la motivazione professionale di chi lavora è un attributo gratuito di una relazione che invece è strettamente monetaria, ma cambia la qualità di tutto. &lt;/p&gt;&lt;p style="font-style: italic;"&gt; Quello che emerge dai blog e dalle altre forme di ricerca collaborativa non è un insieme di relazioni che non costano nulla: ma il loro significato vero deriva dalla &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;voglia di ognuno di donare alla rete una parte del suo tempo e delle sue idee per riceverne un arricchimento che nessuna quantità di denaro potrà mai pagare&lt;/span&gt;.&lt;/p&gt;&lt;p style="font-style: italic;"&gt; Si ha l'impressione che questa dimensione del gratuito vada ripensata e reinserita nei gangli fondamentali della ricerca economica. L'economia della felicità, la fine dell'idea dello homo oeconomicus, introduzione dell'analisi degli obiettivi nella ricerca economica accanto alla ricerca sulle risorse, sono segnali deboli di un bisogno profondo. Non esisteva la "nuova economia" di speculativa origine; ma di certo c'è bisogno di un'economia nuova. &lt;a href="http://www.feltrinellieditore.it/SchedaLibro?id_volume=5000930" target="_blank"&gt;Questo libro&lt;/a&gt; cerca di darne conto. &lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3471232792041322602-3062596422163883585?l=ilgiornalechevorrei.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilgiornalechevorrei.blogspot.com/feeds/3062596422163883585/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3471232792041322602&amp;postID=3062596422163883585' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3471232792041322602/posts/default/3062596422163883585'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3471232792041322602/posts/default/3062596422163883585'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilgiornalechevorrei.blogspot.com/2008/01/quel-che-non-ha-prezzo.html' title='Quel che non ha prezzo.'/><author><name>larivistachevorrei</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03243808208251126601</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp3.blogger.com/_T9XYoiiCqkQ/R3vMDjMUcvI/AAAAAAAAACs/jgjljtwhi0s/s72-c/de-biase.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3471232792041322602.post-6152862879799091638</id><published>2008-01-02T10:55:00.000+01:00</published><updated>2008-01-07T17:53:41.798+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Opinioni a riguardo'/><title type='text'>Giornalismo senza ammmore</title><content type='html'>Mentre continuano ad arrivare opinioni e proposte (poche ma interessanti), proviamo a capire &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;come e cosa dovrebbe essere la rivista che vorremmo?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp2.blogger.com/_T9XYoiiCqkQ/R3tmjTMUcuI/AAAAAAAAACk/ZDH9Nk4MH94/s1600-h/carta_01.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://bp2.blogger.com/_T9XYoiiCqkQ/R3tmjTMUcuI/AAAAAAAAACk/ZDH9Nk4MH94/s320/carta_01.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5150823355461694178" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Comincio io con un paio di desideri. Vorrei una rivista su cui scrive chi ha voglia di farlo davvero, chi ne ha desiderio, chi ne ha il bisogno. &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Persone che abbiano voglia di narrare la città e il territorio non perchè gli porti in tasca qualche manciata d'euro&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;Per il giornalismo senza amore ci sono già i tanti viali dell'informazione, quotidiani, settimanali, mensili, tivù eccetera. &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;La logica del volontariato&lt;/span&gt;. Investire parte del proprio tempo, parte delle proprie energie per costruire delle pagine in cui riconoscersi, su cui studiare, ricercare e confrontarsi. Come punto di partenza ovvio. &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Se una rivista è fatta con passione è più probabile che riesca più interessante, per chi la legge e per chi può usarla come mezzo pubblicitario&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Carta Libera&lt;/span&gt; era una piccola testata nata nel deserto dell'entroterra barese. Per cinque anni è stata un laboratorio di idee, esperimenti, proposte, critiche. &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Gestito in completa autonomia da chi ci scriveva&lt;/span&gt;, molti giovani e giovanissimi, qualche attempato signore. Per cinque anni ci facemmo un mazzo così, ci scontrammo tante volte, ma soprattutto ci divertimmo tantissimo. E tutto quello che c'era bisogno di dire e scrivere lo dicemmo e lo scrivemmo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il secondo desiderio è questo: vorrei una rivista che non dipenda da alcuna scadenza elettorale. Anzi di più, &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;vorrei una rivista che non dipenda proprio dal sistema politico tradizionale (e neppure da quello economico)&lt;/span&gt;. Capace di dialogare con essi ma soprattutto di non subirli. Schiena dritta santo cielo!&lt;br /&gt;Che non sia in balia della logica dello schieramento, anche perchè gli schieramenti o sono troppo larghi o sono troppo stretti. Non credo alle &lt;span style="font-style: italic;"&gt;menate&lt;/span&gt; dell'obiettività, anzi in genere mi danno fastidio perchè nascondono ipocrisie e banalità da salottino, ma non credo neppure alle &lt;span style="font-style: italic;"&gt;menate&lt;/span&gt; da partito preso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Non c'è bisogno di essere uno "del mestiere" per aver voglia di un giornale "alternativo" e poter dire, qui, come lo vorresti. Tu che desiderio hai?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Scrivi un commento oppure manda una e-mail a ilgiornalechevorrei@gmail.com&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3471232792041322602-6152862879799091638?l=ilgiornalechevorrei.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilgiornalechevorrei.blogspot.com/feeds/6152862879799091638/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3471232792041322602&amp;postID=6152862879799091638' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3471232792041322602/posts/default/6152862879799091638'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3471232792041322602/posts/default/6152862879799091638'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilgiornalechevorrei.blogspot.com/2008/01/giornalismo-senza-ammmore.html' title='Giornalismo senza ammmore'/><author><name>larivistachevorrei</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03243808208251126601</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp2.blogger.com/_T9XYoiiCqkQ/R3tmjTMUcuI/AAAAAAAAACk/ZDH9Nk4MH94/s72-c/carta_01.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3471232792041322602.post-4233472300564734976</id><published>2007-12-31T08:48:00.000+01:00</published><updated>2007-12-31T09:03:33.660+01:00</updated><title type='text'>La domanda giusta è</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp3.blogger.com/_T9XYoiiCqkQ/R3igeTMUctI/AAAAAAAAACY/SrqtCVoPaeQ/s1600-h/duomo.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://bp3.blogger.com/_T9XYoiiCqkQ/R3igeTMUctI/AAAAAAAAACY/SrqtCVoPaeQ/s320/duomo.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5150042616306627282" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Ieri, prima dell'intervento di Majoli, sono arrivate due sollecitazioni molto giuste.&lt;br /&gt;La prima, di Carlo Arcari, mi spinge a porre al centro della discussione alcune domande. Semplici ed essenziali come piace a me:&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Perché dovrebbe nascere un nuovo giornale in Brianza? &lt;/span&gt; &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;Se il giornale è un mezzo, qual è l'obiettivo?&lt;/span&gt; &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;Chi è il committente? &lt;/span&gt; &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;Chi è il lettore?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La seconda sollecitazione già risponde in parte a queste domande. &lt;a href="http://ilgiornalechevorrei.blogspot.com/2007/12/il-giornale-che-vorrei.html#comment-c3607709793397204733"&gt;Pino Timpa scrive&lt;/a&gt;: «[...] penso che &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;abbiamo anche bisogno di un giornale locale ad alta diffusione, accettato e digerito allo stesso livello di Il Cittadino&lt;/span&gt;, per fare un’esempio: un La Repubblica locale, laddove sottindendo l’operazione inventata da un gruppo imprenditoriale degli anni ’70, per togliere l’egemonia al Corriere della Sera e tirare a sinistra l’opinione pubblica».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Carlo e Pino parlano di un qualcosa molto diverso da quello che aleggia nella mia mente, che resta una rivista di approfondimento. &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Pino parla apertamente di un contraltare al "Cittadino"&lt;/span&gt;. Quella &lt;span style="font-style: italic;"&gt;seconda campana&lt;/span&gt; che avevo pensato per la campagna pubblicitaria di "Monza la città" circa un anno fa.&lt;br /&gt;Ecco, prima o poi sarà il caso di parlare anche di "Monza la città". Prometto di non sottrarmi alla discussione anche se sono parte in causa. Ma per il momento aspetto il tuo parere sulle domande di Carlo e sulle idee di Pino. E non tralasciamo la proposta di Giorgio.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3471232792041322602-4233472300564734976?l=ilgiornalechevorrei.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilgiornalechevorrei.blogspot.com/feeds/4233472300564734976/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3471232792041322602&amp;postID=4233472300564734976' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3471232792041322602/posts/default/4233472300564734976'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3471232792041322602/posts/default/4233472300564734976'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilgiornalechevorrei.blogspot.com/2007/12/la-domanda-giusta.html' title='La domanda giusta è'/><author><name>larivistachevorrei</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03243808208251126601</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp3.blogger.com/_T9XYoiiCqkQ/R3igeTMUctI/AAAAAAAAACY/SrqtCVoPaeQ/s72-c/duomo.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3471232792041322602.post-1404507084025113677</id><published>2007-12-31T08:36:00.000+01:00</published><updated>2008-01-07T17:39:53.039+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Proposte'/><title type='text'>La colla di Giorgio.</title><content type='html'>"Non è un nuovo giornale quello che serve, occorre mettere insieme quelli che ci sono già". Questo in sintesi il parere di Giorgio Majoli. I pezzi ci sono, ci vuole la colla per metterli insieme. È un'idea importante che va a scontrarsi, principalmente, con il più grande fra i difetti che la sinistra ha nel suo DNA, qui a Monza come da qualsiasi altra parte, quella di dividersi invece che di unirsi.&lt;br /&gt;Per ora il mio parere a riguardo non lo esprimo. Aspetto prima quello di te che leggi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Caro  Antonio, forse la domanda dovresti rivolgerla a te stesso. Se questa che stai  facendo è un’indagine di mercato, non credo sia sufficiente per capire quale  “giornale” sia meglio fare. Se invece è un semplice scambio di opinioni tra  quelli che potremmo chiamare “addetti ai lavori”, probabilmente non è comunque  abbastanza significativo. La vera domanda che a mio parere va posta è: “un  giornale, per quale scopo?” e non “come lo vorreste?”. Dato per scontato che  tutti vogliono fare una cosa che abbia un qualche successo (editoriale,  economico, politico, informativo,ecc.) si tratta di scegliere tra queste  opzioni. Se il numero dei contatti fossero l’obiettivo basterebbe forse fare un  sito porno o di incontri amorosi a Monza (forse già esiste…); se fosse quello  informativo dovrebbe battere la concorrenza della carta stampata, se questo è  possibile (non tutti navigano, sempre). In realtà lo devi sapere Tu che tipo di  “informazione” vuoi dare. Solo la motivazione (tua e di altri che la  condividano) è la molla potente per “sfondare”. Detto questo vorrei comunque  dare un mio piccolo contributo alla Tua domanda. A mio modo di vedere  dovrebbe essere un “giornale politico”, in senso lato (per e della “polis”),  capace cioè di stimolare la pubblica amministrazione e le istituzioni. Dovrebbe  superare il fatto di uscire solo per il periodo elettorale ed essere  possibilmente libero anche da condizionamenti economici, anche se non so se  questo sia possibile. Io penso di sì perché ritengo, come dicevo, che le  motivazioni non economiche siano quelle che muovono e cambiano il mondo. Si  tratta di scegliere. A questo punto verrebbe comunque da chiedersi perché fare  un altro e diverso giornale e non perché ed invece unire  sforzi comuni. Anche se, molto spesso,  rancori personali ed alcune visioni del mondo  dividono, almeno tra coloro che hanno  modi di pensare simili, è possibile costruire qualcosa insieme. Basta avere  chiaro l’obiettivo. Certo il compito di tenere uniti è più difficile che correre  divisi, ma varrebbe la pena tentare. Esistono già Arengario e Forum Monza:  perché non farne un grande progetto editoriale comune ? Le forze ci sono ed io  credo molto di più nel volontariato (anche diverso nelle opinioni e nelle  azioni) che non nel “mercenariato”. Quel mondo civile "senza scopo di lucro" è  molto più esteso di quanto si pensi (anche a Monza) e molti di noi lo agiscono  da decenni senza voler in cambio nulla se non la possibilità di potersi  esprimere liberamente ed altrettanto liberamente confrontare ed agire in campi  anche diversi. Anzi direi che meno soldi ci sono, meno divisioni si hanno.  Questo dicono tutte le statistiche persino nel campo del lavoro. Potresti quindi  promuovere un incontro tra le due testate e tra tutti quelli che ad esse  partecipano e collaborano per verificare se esistono le condizioni per poterslo  fare. L’obiettivo comune? Cambiare le cose, facendo partecipare tutti. Utopia?  Non credo. Un “altro giornale” è possibile: basta volerlo. Potresti tentare  invitando tutti.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3471232792041322602-1404507084025113677?l=ilgiornalechevorrei.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilgiornalechevorrei.blogspot.com/feeds/1404507084025113677/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3471232792041322602&amp;postID=1404507084025113677' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3471232792041322602/posts/default/1404507084025113677'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3471232792041322602/posts/default/1404507084025113677'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilgiornalechevorrei.blogspot.com/2007/12/la-colla-di-giorgio.html' title='La colla di Giorgio.'/><author><name>larivistachevorrei</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03243808208251126601</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3471232792041322602.post-6934527552084406755</id><published>2007-12-30T19:48:00.000+01:00</published><updated>2008-01-07T17:53:41.798+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Opinioni a riguardo'/><title type='text'>It's time.</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp0.blogger.com/_T9XYoiiCqkQ/R3fo6zMUcsI/AAAAAAAAACQ/ZjF91ptbEDA/s1600-h/time.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://bp0.blogger.com/_T9XYoiiCqkQ/R3fo6zMUcsI/AAAAAAAAACQ/ZjF91ptbEDA/s320/time.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5149840795793388226" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Ricorderai forse che circa un anno fa Time dichiarò personaggio dell'anno 2006 "You" ovvero chiunque sia protagonista della "rivoluzione" della rete partecipata, cioè chiunque si fa parte attiva di un modo di comunicare orizzontale, diversissimo da quello tipo "broadcast" in cui chi informa è uno (una testata, una televisione, una radio) e agli altri non resta che leggere, guardare, ascoltare.&lt;br /&gt;Questo tipo di comunicazione (e informazione) mette in crisi molti "orticelli" e "orticelloni": tante trombette e tanti tromboni abituati a sacramentare indisturbati dagli schermi (e dalle prime pagine) non concepiscono la novità di poter essere messi in discussione da chiunque. Sui giornali la voce dei lettori è storicamente relegata nello stanzino delle lettere, in cui il Signore del feudo concede ai suoi vassalli di dire la propria; in televisione questa possibilità proprio non esiste (lì si può solo tentare di indovinare quanti fagioli ci sono nel vasetto). Per la televisione vali solo come frazione infinitesimale di quei "milioni" che guardano un canale invece che un altro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Io credo che, piaccia o no, questo nuovo modo di comunicare (libertario? democratico? casinaro?) sia inevitabilmente nel nostro futuro, e in quello di qualsiasi ipotesi di giornale o rivista che voglia narrare il quotidiano, figuriamoci il futuro.&lt;br /&gt;Ciò non toglie che la qualità del lavoro di un serio professionista come quella di una redazione scrupolosa resti un bene prezioso che da un bacino allargato, come quello dei cosiddetti network sociali, non possa che trarre beneficio e linfa vitale. È tempo che anche Monza se ne renda conto.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3471232792041322602-6934527552084406755?l=ilgiornalechevorrei.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilgiornalechevorrei.blogspot.com/feeds/6934527552084406755/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3471232792041322602&amp;postID=6934527552084406755' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3471232792041322602/posts/default/6934527552084406755'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3471232792041322602/posts/default/6934527552084406755'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilgiornalechevorrei.blogspot.com/2007/12/its-time.html' title='It&apos;s time.'/><author><name>larivistachevorrei</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03243808208251126601</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp0.blogger.com/_T9XYoiiCqkQ/R3fo6zMUcsI/AAAAAAAAACQ/ZjF91ptbEDA/s72-c/time.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3471232792041322602.post-7058125112824228107</id><published>2007-12-30T10:26:00.000+01:00</published><updated>2008-01-07T17:53:41.799+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Opinioni a riguardo'/><title type='text'>Il sole d'inverno.</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp2.blogger.com/_T9XYoiiCqkQ/R3dlXTMUcrI/AAAAAAAAACI/fjH9EVz_eUg/s1600-h/golem.gif"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://bp2.blogger.com/_T9XYoiiCqkQ/R3dlXTMUcrI/AAAAAAAAACI/fjH9EVz_eUg/s200/golem.gif" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5149696149884793522" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;informazione&lt;/span&gt; parla l'ultimo numero, online, di&lt;b&gt; &lt;a href="http://www.golemindispensabile.ilsole24ore.com/" target="_blank"&gt;Golem l'indispensabile&lt;/a&gt;.&lt;/b&gt; Copioincollo qui un passaggio illuminante dell'intervento di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Gianni Barbacetto&lt;/span&gt;, un fantasioso dialogo fra un islandese e un lettore italiano. Golem si conferma una pietra molto preziosa. E gratuita.&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;[...]&lt;b style="font-style: italic;"&gt; Islandese.&lt;/b&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt; Sì. Le notizie circolano. In effetti, ci sono tanti giornali, tanti libri... Ma so che il 70 per cento degli italiani s’informa esclusivamente attraverso la televisione...&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;b style="font-style: italic;"&gt;Lettore.&lt;/b&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Ma la tv è piena di talk show, dove opinioni opposte si contrappongono. Non è pluralismo, questo? Non è democrazia? &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;b style="font-style: italic;"&gt;Islandese.&lt;/b&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt; Pluralismo? Le opinioni contrapposte non possono sostituire la realtà. Non possono surrogare i fatti. Nei talk show vince chi dice una cosa nel modo più efficace: non importa che sia anche vera. La tv dovrebbe invece &lt;/span&gt;&lt;i style="font-style: italic;"&gt;mostrare&lt;/i&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt; le persone, i fatti, i problemi, i fenomeni... Lo fa raramente. Più spesso, mette in scena teatrini in cui tutto è discutibile, tutto è opinabile. Una falsità ben raccontata, strizzando l’occhio allo spettatore, è più efficace di una verità detta senza istrionismi. Certo, è molto “democratico” dare la parola a chi dice che c’è bel tempo e poi anche a chi dice che piove. Ma è più sicuro aprire la finestra e guardar fuori. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;b style="font-style: italic;"&gt;Lettore.&lt;/b&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt; Forse in Islanda va così. Da noi anche il tempo è opinabile. Certo che in una cosa hai ragione, nella nostra tv e nei nostri giornali ci sono tante interviste, ma poche domande. Di solito gli intervistati si scelgono gli intervistatori. Si fanno “cucire addosso” l’intervista come un vestito di sartoria. Bandite le domande scomode, o semplicemente sgradite: ai politici, ma anche agli imprenditori, ai banchieri, perfino agli attori e ai cantanti.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;b style="font-style: italic;"&gt;Islandese.&lt;/b&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt; Come mai può succedere questo?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;b style="font-style: italic;"&gt;Lettore.&lt;/b&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt; Perché il giornalismo, o almeno il giornalismo politico, da noi è un sottoinsieme della politica. Molti politici sono giornalisti e molti giornalisti finiscono in politica. A seguire il leader di un partito, i giornali mandano non il cronista più agguerrito, ma un giornalista che diventa una specie di ufficiale di collegamento tra il giornale e quel leader e quel partito. Più in generale, non c’è coraggio nei confronti dei potenti, siano politici o banchieri, imprenditori o immobiliaristi, padroni del calcio o grandi inserzionisti della moda.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3471232792041322602-7058125112824228107?l=ilgiornalechevorrei.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilgiornalechevorrei.blogspot.com/feeds/7058125112824228107/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3471232792041322602&amp;postID=7058125112824228107' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3471232792041322602/posts/default/7058125112824228107'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3471232792041322602/posts/default/7058125112824228107'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilgiornalechevorrei.blogspot.com/2007/12/il-sole-dinvernolettorema-la-tv-piena.html' title='Il sole d&apos;inverno.'/><author><name>larivistachevorrei</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03243808208251126601</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp2.blogger.com/_T9XYoiiCqkQ/R3dlXTMUcrI/AAAAAAAAACI/fjH9EVz_eUg/s72-c/golem.gif' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3471232792041322602.post-332555686893717770</id><published>2007-12-29T20:28:00.000+01:00</published><updated>2008-01-07T17:46:13.910+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Storia'/><title type='text'>Undici anni fa.</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp1.blogger.com/_T9XYoiiCqkQ/R3ag3TMUcpI/AAAAAAAAAB4/aH9AF4gftP4/s1600-h/arengario.gif"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://bp1.blogger.com/_T9XYoiiCqkQ/R3ag3TMUcpI/AAAAAAAAAB4/aH9AF4gftP4/s320/arengario.gif" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5149480095849935506" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Visto quel che è stato "Domani", vediamo ora cosa è stato ed è un altro giornale nato in area Centrosinistra, "l'Arengario". Anche qui con l'aiuto di colui che oggi ne cura l'edizione online, Franco Isman.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Quando e come nacque "l'Arengario"? di chi fu l'idea?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il mensile (circa) cartaceo fu depositato al Tribunale di Monza nell’aprile 1996.&lt;br /&gt;Era espressione dell’omonima associazione di cui presidente e animatore era Edoardo Bonanno, per statuto dell’associazione operava nell’ambito del centro sinistra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Come fu accolto in città?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si può affermare che copriva un vuoto e fu quindi accolto con interesse e simpatia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Chi ci scriveva e chi ci scrive e come è stato "coinvolto"?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Franco Achille, Paolo Avesani, Luigi Bona, Edoardo Bonanno, Paolo Confalonieri, Edo Melzi, Piero Dentella, Massimo Garilli, Valerio Imperatori, Sandro Invidia, Franco Isman, Rosario Montalbano, Giuseppe Poliani, Pasquale Scalambrino, Edilio Scarno ed altri appartenenti all’associazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Chi lo edita? Come era ed è finanziato?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Abbiamo formalmente un editore che ci fa la cortesia di gestire la parte amministrativa e fiscale (fatture): la LIBRA scrl. Quanto al finanziamento ne scrivo dopo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Quando era anche un giornale di carta, quante copie tirava e quante ne vendeva?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;20.000 copie, negli ultimi tempi scese a 15.000, distribuite gratuitamente in parte (modesta) mediante volantinaggio all’Arengario durante il primo week-end dopo l’uscita, presso alcune edicole e con distribuzione nelle caselle della posta, con rotazione delle zone di distribuzione.&lt;br /&gt;Si campava con le inserzioni: un primo esempio di free press.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Per quanto tempo è stato pubblicato su carta?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con una breve interruzione fino alla fine del 2000, poi le inserzioni calarono e non si riuscì più a coprire i costi. Si passò quindi all’edizione on line a partire dai primi di maggio 2001.&lt;br /&gt;Del 14 giugno 2001 l’accordo con Peppino Motta per cui Arengario rinunciava alla pagina di corrispondenza con i lettori, che fin dal giornale cartaceo si chiamava Piazza d’Uomo, e confluiva nel forum Monza-Domeus che assumeva il nome di Monza-Piazza d’Uomo, e rimandava con un link ad arengario.net ; vedi le comunicazioni di Peppino sul forum e mia sul giornale:&lt;br /&gt;&lt;a href="http://arengario.net/piaz2001/piaz545b.html" target="_blank"&gt;http://arengario.net/piaz2001/piaz545b.html&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://arengario.net/piaz2001/piaz24.html" target="_blank"&gt;http://arengario.net/piaz2001/piaz24.html&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;La situazione si mantenne immutata fino al febbraio 2006 quando Arcari, successore di Peppino Motta, “ha unilateralmente interrotto il rapporto facendo cancellare sulla home page del forum ogni riferimento ad Arengario: il logo Piazza d'Uomo ed il pulsante che conduceva alla home page di Arengario”, come ho scritto su Arengario  &lt;a href="http://arengario.net/citt/citt149.html" target="_blank"&gt;http://arengario.net/citt/citt149.html&lt;/a&gt; .&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Che ruolo ha oggi "l'Arengario"?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Arengario ha un solo sponsor e non vuole cercarne altri. Le possibilità economiche sono quindi limitatissime, non è possibile avere dei collaboratori retribuiti e questo preclude moltissime attività. Di più, i tempi si sono evoluti, sono nati nuovi siti e giornali on line, sono nati i blog e la “concorrenza” si sente: avevamo raggiunto le 1200 visite al giorno (tranne sabato e domenica) e attualmente siamo sulle 800, con circa 8000 pagine lette (le pagine on line sono 5928). Ciò può in parte dipendere da un nuovo programma di statistiche che, per esempio, esclude (giustamente) dal conteggio le visite dei motori di ricerca.&lt;br /&gt;Arengario, pur essendo aggiornato quotidianamente, ha sempre avuto più la caratteristica di rivista che di giornale di attualità e stiamo cercando di accentuare questo suo aspetto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Cosa pensi dell'&lt;a href="http://ilgiornalechevorrei.blogspot.com/2007/12/ieri-era-domani.html" target="_blank"&gt;affermazione di Arcari&lt;/a&gt; a proposito dell'accoglienza riservata all'epoca per "Domani"?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi sembra del tutto sballata: Arengario non faceva riferimento a nessun notabile, il sottoscritto ha avuto un incarico amministrativo, sottolineo amministrativo, su proposta dell’allora PDS e lo ha svolto, come doveroso, nel solo ed esclusivo interesse dell’azienda amministrata (e proprio per questo non è stato particolarmente amato dai politici), Gimmi Perego, consigliere comunale dei DS per una legislatura, ha fatto degli interventi se ben ricordo soltanto (o comunque soprattutto) nel forum Monza – Piazza d’Uomo, Giacomo Correale non mi risulta sia mai stato iscritto ad alcun partito, Annalisa Bemporad non si era neppure affacciata alla politica.&lt;br /&gt;Quanto al forum di Peppino, Arengario ne era parte integrante, come detto in precedenza, ed era quindi impossibile lo si vedesse come concorrente!&lt;br /&gt;Detto questo, con la solita sincerità, confesserò anche che invece è vero che noi di Arengario siamo rimasti molto male dalla fondazione di Domani in quanto pensavamo che forse sarebbe stato più logico cercare di potenziare Arengario, che è stato lasciato morire nella sua versione cartacea, anziché fondare un nuovo giornale. Lo abbiamo considerato come il solito difetto del centro sinistra che si divide su tutto. Abbiamo comunque fatto buon viso a cattivo gioco e non abbiamo certo contrastato il nuovo giornale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Cosa pensi del mio "appello" per un giornale/rivista di approfondimento a Monza?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;Devo essere sincero? Mi sembra che ci sia già e cioè che questo sia Arengario.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3471232792041322602-332555686893717770?l=ilgiornalechevorrei.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilgiornalechevorrei.blogspot.com/feeds/332555686893717770/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3471232792041322602&amp;postID=332555686893717770' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3471232792041322602/posts/default/332555686893717770'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3471232792041322602/posts/default/332555686893717770'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilgiornalechevorrei.blogspot.com/2007/12/undici-anni-fa.html' title='Undici anni fa.'/><author><name>larivistachevorrei</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03243808208251126601</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp1.blogger.com/_T9XYoiiCqkQ/R3ag3TMUcpI/AAAAAAAAAB4/aH9AF4gftP4/s72-c/arengario.gif' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3471232792041322602.post-4030690699465331687</id><published>2007-12-29T13:18:00.000+01:00</published><updated>2008-01-07T17:46:33.951+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Per esempio'/><title type='text'>Buone notizie, intanto.</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp1.blogger.com/_T9XYoiiCqkQ/R3Y8iTMUcoI/AAAAAAAAABw/VkJDlM_QG1s/s1600-h/diario.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://bp1.blogger.com/_T9XYoiiCqkQ/R3Y8iTMUcoI/AAAAAAAAABw/VkJDlM_QG1s/s320/diario.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5149369783909905026" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Una buona notizia, anzi due per chi, come me, ha apprezzato il lavoro svolto da &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Diario&lt;/span&gt; e dalla sua redazione a partire dal 1996. La prima è che in edicola è disponibile su DVD a 14,90 € &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;la raccolta completa di tutto il materiale pubblicato&lt;/span&gt;, tutti i numeri del settimanale, tutti i numeri speciali e anche i film, fra cui il travagliatissimo "Uccidete la democrazia!" sui presunti brogli elettorali del 2006. La seconda è che Diario riprenderà le pubblicazioni nei primi giorni di gennaio e uscirà ogni due settimane. Costerà un po' (7 € pare) ma è il prezzo dell'indipendenza. Non nascondo che il mio sogno nel cassetto è quello di fare un "Diario della Brianza". Intanto mi terrò stretto il Diario di Deaglio e fra i buoni propositi per il 2008 ci metto quello di acquistarlo con più assiduità che negli ultimi anni.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3471232792041322602-4030690699465331687?l=ilgiornalechevorrei.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilgiornalechevorrei.blogspot.com/feeds/4030690699465331687/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3471232792041322602&amp;postID=4030690699465331687' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3471232792041322602/posts/default/4030690699465331687'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3471232792041322602/posts/default/4030690699465331687'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilgiornalechevorrei.blogspot.com/2007/12/buone-notizie-intanto.html' title='Buone notizie, intanto.'/><author><name>larivistachevorrei</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03243808208251126601</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp1.blogger.com/_T9XYoiiCqkQ/R3Y8iTMUcoI/AAAAAAAAABw/VkJDlM_QG1s/s72-c/diario.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3471232792041322602.post-4236804165605073191</id><published>2007-12-28T13:24:00.000+01:00</published><updated>2008-01-07T17:46:45.782+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Storia'/><title type='text'>Ieri era Domani</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp3.blogger.com/_T9XYoiiCqkQ/R3UFDDMUcnI/AAAAAAAAABo/Tfhe5Vfyr8M/s1600-h/DOMANI.gif"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://bp3.blogger.com/_T9XYoiiCqkQ/R3UFDDMUcnI/AAAAAAAAABo/Tfhe5Vfyr8M/s320/DOMANI.gif" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5149027298922754674" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span&gt;Nei primi commenti arrivati, si parla della necessità di uno spazio di approfondimento a Monza come di un bisogno che si trascina da molto tempo. Ma perchè allora non è ad oggi ancora "soddisfatto"? Uno sguardo al (recente) passato può essere utile a capire cosa si è provato a fare in città e perchè quel "buco" sembra tutt'ora aperto.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;L'esperienza del giornale "Domani" nelle parole di Carlo Arcari che ne fu direttore e oggi cura &lt;a href="http://www.forummonza.info/" target="_blank"&gt;ForumMonza.info&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando e come nacque "Domani"? di chi fu l'idea?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Domani venne ideato da me, Pippo Civati, Peppino Motta e Sandro Invidia nel febbraio del 2002 come strumento di comunicazione politica per le elezioni amministrative di Monza. L'iniziativa nasceva all'interno dell'area di opinione che faceva genericamente  riferimento al forum di Peppino e non era frutto dell'elaborazione di nessuna forza politica o di gruppi organizzati. Era l'iniziativa di pochi  intellettuali che si ponevano come avanguardia classica del movimento contro il governo Berlusconi e contro l'immobilismo dei vertici dei partiti del centro sinistra all'opposizione, in linea con gli animatori dei girotondi e del Palavobis, manifestazioni alle quali avevamo tutti (Motta escluso) partecipato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; Chi ci scriveva e come fu "coinvolto"?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il giornale stentò a prendere forma (chi fa l'editore, chi il direttore, chi entra in redazione, ecc) e partì solo quando io ruppi gli indugi e con il sostegno di Pippo mi decisi a registrare come direttore la testata al Tribunale di Monza e come editore alla Camera di Commercio. Formammo una redazione che oltre ai fondatori comprendeva Carlo Vittone, Mauro Reali e un gruppo di giovani collaboratori tra cui Marta Villa e Simona Calvi e Antonio Cornacchia. Il primo numero uscì il 25 aprile 2002.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; Come era finanziato?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il finanziamento limitato ai costi di stampa e distribuzione (molto bassi perché il giornale settimanale era in bianco/nero) arrivò solo da Pippo Civati e Peppino Motta, oltre che da qualche piccolo sponsor privato&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; Quante copie tirava e quante ne vendeva?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Domani tirava 1.000 copie la settimana e ne vendeva un centinaio in edicola, altre due trecento ne vendeva alle manifestazioni politiche ed elettorali, il resto veniva "volantinato" per strada&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; Come fu accolto?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Male, soprattutto dal salottino di sinistra monzese che si riconosceva nell'Arengario, una testata residuo di altre stagioni politiche che faceva riferimento a un gruppo di ex amministratori e notabili del vecchio controsisnistra (Isman, Perego, Correale, Bemporad, ecc) e cher vedeva Domani (ma anche il forum di Peppino) come un concorrente (quando non un nemico). I Ds lo consideravano in due modi, alcuni la "loro" testata, altri un fiancheggiatore esterno. La Margherita e gli Ulivisti (Sergio Civati) un corpo estraneo o un organo dei DS)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; Per quanto tempo è stato pubblicato?  Perchè quell'esperienza si concluse?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa prima versione di Domani uscì fino alla fine di giugno del 2002, poi cessò le pubblicazioni perché di fatto la redazione dopo le elezioni si squagliò e i "politici" avevano altro da fare. Io non potevo sostenere da solo l'iniziativa e sospesi le uscite. Mi aspettavo che qualcuno venisse a dirmi qualcosa sul futuro, dal momento che avevamo vinto e qualche merito lo avevamo anche noi. almeno in termini di immagine. Invece niente, nessuno ci disse nulla. A settembre cercai di mettere insieme una nuova compagine editoriale e trovai cinque persone (tra cui Motta) disposte a investire qualche soldo nel rilancio del giornale che doveva diventare, non il sostegno giornalistico della nuova amministrazione, ma rappresentare l'area politica, culturale e sociale che aveva votato per Faglia e il centro sinistra, cioè la "Monza possibile" che aveva girato le spalle alla destra. Il nuovo Domani uscì con una nuova grafica e una redazione rafforzata che recuperava quasi tutti i vecchi collaboratori e ne integrava dei nuovi. I finanziatori promettevano il sostegno economico per sei mesi e una piccola remunerazione per redattori e grafici. C'era un sostegno dei Ds che prevedeva la distrubuzione in abbonamento gratuito di 300 copie la settimana ai militanti del partito.&lt;br /&gt;La nuova versione uscì dalla fine di gennaio 2003 a luglio 2003, ma la sua vita fu molto travagliata politicamente. Quando iniziò a pubblicare le prime critiche alla giunta (politica culturale, caso Manson, affitti nelle cascine del Parco, arredo urbano, ecc) di fatto il giornale venne indicato (come il forum del resto) quale nemico principale della nuova amministrazione. Sul piano industriale i nuovi editori erano degli sprovveduti e si rivelarono incapaci di fare le cose minime per sostenere la testata (vendere la pubblicità, curare la distribuzione, persino consegnare i 300 abbonamenti già pagati dai DS). Dopo sei mesi di uscite settimanali si era accumulata una piccola perdita ma soprattutto c'era una forte opposizione da parte di Scanagatti e della giunta che non vedevano l'ora di eliminare i disturbatori. Di fatto dopo una riunione tra gli editori e il vicesindaco tenutasi a Palazzo comunale mi venne comunicata la decisione di chiudere. E così finì la storia di Domani.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3471232792041322602-4236804165605073191?l=ilgiornalechevorrei.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilgiornalechevorrei.blogspot.com/feeds/4236804165605073191/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3471232792041322602&amp;postID=4236804165605073191' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3471232792041322602/posts/default/4236804165605073191'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3471232792041322602/posts/default/4236804165605073191'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilgiornalechevorrei.blogspot.com/2007/12/ieri-era-domani.html' title='Ieri era Domani'/><author><name>larivistachevorrei</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03243808208251126601</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp3.blogger.com/_T9XYoiiCqkQ/R3UFDDMUcnI/AAAAAAAAABo/Tfhe5Vfyr8M/s72-c/DOMANI.gif' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3471232792041322602.post-136498709862782742</id><published>2007-12-27T20:11:00.000+01:00</published><updated>2008-01-07T17:44:02.781+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Per esempio'/><title type='text'>Una città</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp3.blogger.com/_T9XYoiiCqkQ/R3P6NjMUclI/AAAAAAAAABY/fvHzrl0Vpm8/s1600-h/una-citta.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://bp3.blogger.com/_T9XYoiiCqkQ/R3P6NjMUclI/AAAAAAAAABY/fvHzrl0Vpm8/s320/una-citta.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5148733909706764882" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;C'è una cosa che ho imparato negli ultimi tempi a proposito di giornali e buone idee: ovunque nel mondo se c'è in giro una buona idea è giusto copiarla. Perchè no se non si violano copyright e cose così? "Una città" è un giornale molto bello, viene pubblicato da anni (è al 151° numero) e non ospita neppure una mezza pagina di pubblicità. Come fanno? Scoprilo tu stesso sul loro sito, puoi leggere tutte le interviste (interviste, non quelle orrende dichiarazioni senza contraddittorio a cui ci vogliono abituare la tivù e gli uffici stampa travestiti da giornale).&lt;br /&gt;Lo raggiungi da qui: &lt;a href="http://www.unacitta.it/" target="_blank"&gt;www.unacitta.it&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;La questione del finanziamento è imprescindibile per qualsiasi ipotesi di giornale o rivista. Copiare il "modello" di "Una città" potrebbe essere una buona idea.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3471232792041322602-136498709862782742?l=ilgiornalechevorrei.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilgiornalechevorrei.blogspot.com/feeds/136498709862782742/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3471232792041322602&amp;postID=136498709862782742' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3471232792041322602/posts/default/136498709862782742'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3471232792041322602/posts/default/136498709862782742'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilgiornalechevorrei.blogspot.com/2007/12/una-citt.html' title='Una città'/><author><name>larivistachevorrei</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03243808208251126601</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp3.blogger.com/_T9XYoiiCqkQ/R3P6NjMUclI/AAAAAAAAABY/fvHzrl0Vpm8/s72-c/una-citta.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3471232792041322602.post-2178660633821248066</id><published>2007-12-27T13:46:00.000+01:00</published><updated>2008-01-11T10:51:59.880+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Proposte'/><title type='text'>Il giornale che vorrei</title><content type='html'>Io credo che Monza e il suo territorio abbiano bisogno di qualche spazio di riflessione e di confronto in più. Credo ci sia il bisogno di far dialogare chi ci vive, chi ci lavora e chi la guarda da lontano. Io credo che ci sia il bisogno di una narrazione della città stessa — e di quanto le è contemporaneo — critica, capace di affrontare con decisione il suo presente e il suo futuro. Una narrazione che porti a individuare il senso di quanto accade e che non si fermi a esporre la cronologia dei fatti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Io credo che fra gli spazi necessari alla città ce ne sia uno per un giornale di approfondimento e di analisi. Un giornale che non sia in affanno per inseguire la cronaca quotidiana o l'agenda di questa o quella scadenza, elettorale o finanziaria che sia. Un giornale che nasca con umiltà ma con presupposti ambiziosi, come ambiziosa è l'idea di darle vita non come un prodotto a sè, utile a dare un reddito a chi la scrive e la pubblica, ma come uno strumento per produrre un altro tipo di merce: la cultura, cioè la capacità di comprendere &lt;span style="font-style: italic;"&gt;il perchè&lt;/span&gt; questo territorio è così, e non solo &lt;span style="font-style: italic;"&gt;il cosa è&lt;/span&gt; e &lt;span style="font-style: italic;"&gt;il come è&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quello che accade, e ancor più quello che non accade, lo possiamo leggere sui tanti giornali che ci sono già, da quelli urlati a quelli vellutati. Perchè poi qualcosa accada o non accada è molto più difficile capirlo. Giornali che rincorrono i temi e i ritmi televisivi &lt;span style="font-style: italic;"&gt;perchè non c'è tempo, non c'è attenzione, perchè i lettori sono sempre meno&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;E se provassimo a rovesciare il canocchiale e ci accorgessimo che invece sono &lt;span style="font-style: italic;"&gt;quelle notizie&lt;/span&gt; e &lt;span style="font-style: italic;"&gt;quegli argomenti&lt;/span&gt; che portano i lettori/abitanti a cercare altro e altrove?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un anno e mezzo fa lanciai la proposta di fondare una rivista che dal territorio di Monza e della Brianza guardasse a quanto sta intorno, con un punto di partenza e un ampio orizzonte come meta. Allora pensavo dovesse essere solo online, per una questione di costi soprattutto. Dover sostenere una spesa contenuta assicura più libertà nell'affrontare gli argomenti e più indipendenza dalla pubblicità, manifesta o sottopelle che sia.&lt;br /&gt;Quella proposta pensai di farla confluire, qualche mese dopo, nell'ultimo nato fra i giornali della città. Con il tempo le scelte e le strade intraprese hanno dimostrato che quel bisogno di analisi e riflessione c'è ancora e con essa un vuoto da colmare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un altro giornale/rivista, per un altro tipo di narrazione. Che non vada in apnea fra cronaca e superficie. Pensiamoci insieme. Almeno questo lo possiamo fare da subito. Ora, qui.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3471232792041322602-2178660633821248066?l=ilgiornalechevorrei.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilgiornalechevorrei.blogspot.com/feeds/2178660633821248066/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3471232792041322602&amp;postID=2178660633821248066' title='11 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3471232792041322602/posts/default/2178660633821248066'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3471232792041322602/posts/default/2178660633821248066'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilgiornalechevorrei.blogspot.com/2007/12/il-giornale-che-vorrei.html' title='Il giornale che vorrei'/><author><name>larivistachevorrei</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03243808208251126601</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>11</thr:total></entry></feed>
